Autopsia Claudio Salamida: morto per fratture e politraumi da caduta
Multifratture e politrauma da caduta: è il primo responso dell’autopsia effettuata oggi dal medico legale Liliana Innamorato sul corpo di Claudio Salamida, il dipendente di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, morto lunedì scorso in fabbrica in un incidente sul lavoro all’acciaieria 2. Il medico legale ha avuto questa mattina l’incarico dal pm inquirente, Mariano Buccoliero, e subito dopo ha eseguito l’esame autoptico nell’ospedale di Taranto, dove la salma era stata trasferita. Ora entro 60 giorni il medico consegnerà alla Procura una relazione. Il primo responso conferma che Salamida è morto per la caduta dal quinto piano al quarto rialzato del convertitore 3 dell’acciaieria 2, dove stava regolando le valvole del flusso dell’ossigeno. Ossigeno che immesso nel convertitore, trasforma la ghisa liquida in acciaio liquido. Salamida, 47enne, è precipitato perché si sono aperte le pedane che costituivano il piano di calpestio provvisorio e che erano ancora lì nonostante la manutenzione, curata da imprese dell’indotto, fosse finita il 5 gennaio (era partita a settembre). Il convertitore era stato rimesso in funzione, ma lunedì si era di nuovo intervenuti per una messa a punto. Domani pomeriggio i funerali di Claudio Salamida nella parrocchia san Filippo Neri a Putignano, dove viveva con la moglie e il figlio Elia di 3 anni. Sarà lutto cittadino sia a Putignano che nella sua cittadina di origine, Alberobello. (FONTE AGI)


