Giovedì, 12 Marzo 2026

Rigassificatore al molo polisettoriale, Legambiente : “Rischio per sicurezza e sviluppo dell’eolico offshore”

Dubbi su compatibilità, sicurezza e rischi ambientali: l’associazione chiede al consiglio comunale una presa di posizione chiara contro il progetto alla testata del molo.

Il progetto di realizzare un rigassificatore alla testata del molo polisettoriale riaccende il confronto in città. Legambiente Taranto manifesta una posizione di ferma opposizione, giudicando l’intervento incompatibile con il percorso di sviluppo del porto come polo nazionale per l’eolico offshore galleggiante e potenzialmente critico sotto il profilo della sicurezza.

Secondo l’associazione, l’impianto occuperebbe circa un quinto dell’intera superficie del molo, riducendo in modo significativo gli spazi destinati alle operazioni logistiche e di assemblaggio degli aerogeneratori. Le attività connesse all’eolico offshore – sottolinea Legambiente – richiedono aree estese e continuità operativa per la movimentazione e il montaggio delle grandi componenti. L’insediamento del rigassificatore, a loro avviso, comprometterebbe la vocazione del porto come hub strategico per questa filiera.

Una delle principali criticità evidenziate riguarda la possibile coesistenza tra lavorazioni industriali ad alta intensità – come le saldature, che producono scintille – e la presenza di gas metano. In caso di fuga accidentale e con condizioni di vento sfavorevoli, il gas potrebbe raggiungere le aree di lavoro e innescarsi, con conseguenze gravi per operatori e infrastrutture.

Il porto di Taranto è stato individuato dal Governo, insieme ad Augusta, tra i poli strategici nazionali per l’eolico offshore tramite il decreto interministeriale n. 167 del 4 luglio 2025, registrato dalla Corte dei Conti il 23 settembre successivo. Il programma prevede investimenti pari a circa 28 milioni di euro e l’entrata a regime tra il 2027 e il 2028, con attese ricadute occupazionali nella cantieristica legata alle energie rinnovabili e nell’indotto portuale. Per Legambiente, l’eventuale realizzazione del rigassificatore rischierebbe di ostacolare questa prospettiva orientata alla transizione energetica e alla progressiva riduzione dell’uso delle fonti fossili.

Ulteriori timori riguardano la tutela della popolazione residente. L’associazione richiama la presenza del quartiere Lido Azzurro, stabilmente abitato e molto frequentato nel periodo estivo, che – a loro dire – non sarebbe adeguatamente considerato nella documentazione progettuale, la quale indica una distanza di oltre sei chilometri dal centro abitato. In caso di incidente, le ripercussioni potrebbero coinvolgere sia i lavoratori sia i residenti.

Nel documento vengono inoltre ricordati i rischi connessi agli eventi meteorologici estremi: in passato l’area è stata interessata da un tornado classificato F3, con raffiche tra i 254 e i 332 chilometri orari. Un episodio analogo, secondo Legambiente, non può essere escluso e potrebbe interessare impianti a rischio di incidente rilevante, generando effetti a catena. Tra i fattori di vulnerabilità vengono citate anche la vicinanza della base navale e la presenza di sottomarini a propulsione nucleare, oltre al traffico di metaniere.

Alla luce di tali elementi, l’associazione ribadisce la propria contrarietà al progetto e richiama le precedenti mobilitazioni cittadine contro iniziative energetiche ritenute impattanti. Viene inoltre sollecitato un pronunciamento esplicito del consiglio comunale e un coinvolgimento attivo dell’amministrazione nell’ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale avviata all’inizio di febbraio.