Guerra in Medio Oriente, il conflitto si allarga: missile verso la Turchia e nave iraniana affondata. Italia in allerta
Il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele entra nel quinto giorno di guerra e continua ad allargarsi a macchia d’olio, dal Mediterraneo al Golfo Persico fino all’Oceano Indiano. Mentre Teheran resta l’epicentro delle operazioni militari, nuovi fronti si aprono e cresce il rischio di un’escalation regionale. Un missile balistico lanciato dall’Iran e diretto verso lo spazio aereo turco è stato intercettato dai sistemi di difesa della Nato dopo aver sorvolato Siria e Iraq.
Secondo le autorità turche, il missile è caduto nel distretto di Dörtyol, nel sud-est della Turchia, vicino al confine con la Siria. Ankara ha convocato l’ambasciatore iraniano chiedendo a Teheran di “evitare l’espansione del conflitto”. Fonti turche ritengono tuttavia che l’ordigno non fosse diretto contro il territorio turco ma verso una base militare a Cipro, già colpita nei giorni scorsi, e che abbia deviato la propria traiettoria.
Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha assicurato che “la capacità di difesa della Turchia è ai massimi livelli” e ha parlato di consultazioni strette con gli alleati della Nato. Dal Pentagono è stato comunque chiarito che l’episodio non attiverà l’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica, che prevede la difesa collettiva in caso di attacco a un Paese membro.
Il conflitto si è esteso anche alle rotte marittime. Al largo dello Sri Lanka, nel Mar Arabico, un sottomarino statunitense ha colpito e affondato una fregata iraniana, provocando almeno 87 morti tra i marinai e oltre trenta dispersi. Sempre nelle stesse ore, secondo fonti britanniche, una nave portacontainer è stata colpita nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici per il commercio mondiale di petrolio.
L’offensiva militare guidata da Stati Uniti e Israele continua a concentrarsi sull’Iran. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno annunciato nuovi raid su vasta scala a Teheran, colpendo decine di obiettivi militari tra cui centri di comando dei Pasdaran, quartier generale della milizia Basij, depositi di missili balistici e da crociera a Isfahan e Shiraz. Secondo l’esercito israeliano è stato inoltre abbattuto un caccia iraniano nei cieli della capitale.
In un messaggio video diffuso in lingua farsi, il portavoce delle Idf Effie Defrin ha affermato che “l’offensiva ha come unico obiettivo il regime” e non la popolazione iraniana. Intanto l’Iran piange le vittime di un bombardamento statunitense contro una scuola nel sud del Paese: 169 persone sono morte, tra cui numerose studentesse. Migliaia di persone hanno partecipato ai funerali.
Secondo media americani, migliaia di combattenti curdi basati in Iraq avrebbero attraversato il confine per combattere contro il regime degli ayatollah. La notizia è stata successivamente ridimensionata da una fonte vicina al Partito Democratico del Kurdistan iraniano, ma l’ipotesi di un fronte terrestre interno all’Iran potrebbe rappresentare un ulteriore fattore di destabilizzazione.
Il conflitto coinvolge sempre più attori regionali. L’esercito israeliano prosegue l’avanzata nel sud del Libano, dove sono in corso scontri ravvicinati con Hezbollah. Le Idf hanno inoltre iniziato a colpire infrastrutture del movimento sciita anche nella capitale Beirut. Hezbollah ha dichiarato di non avere intenzione di arrendersi, rivendicando il diritto a difendersi dagli attacchi israeliani.
La guerra ha avuto effetti anche in Iraq, dove un blackout energetico ha colpito l’intero Paese. Nelle stesse ore le difese irachene hanno abbattuto diversi droni nei pressi dell’aeroporto internazionale di Baghdad, dove si trova una base militare che ospita anche personale statunitense. L’ambasciata americana ha invitato i cittadini Usa a lasciare il Paese appena possibile e nel frattempo a restare al riparo con scorte di acqua, cibo e medicinali. Esplosioni sono state segnalate anche a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Nel frattempo i Paesi del Golfo continuano a intercettare missili e droni lanciati dall’Iran contro infrastrutture e basi militari.
Sul fronte politico interno, il Senato degli Stati Uniti ha respinto la risoluzione presentata dai democratici per limitare i poteri di guerra del presidente Donald Trump. Il provvedimento è stato bocciato con 53 voti contrari e 43 favorevoli. L’unico repubblicano a votare a favore è stato il senatore Rand Paul, mentre tra i democratici si è registrata la defezione di John Fetterman, che ha votato contro.
Il risultato di fatto concede a Trump ampio margine per proseguire l’operazione militare contro l’Iran, rendendo probabile una bocciatura di iniziative analoghe anche alla Camera dei Rappresentanti. Il presidente americano ha difeso la sua decisione sostenendo di aver agito per fermare “un Paese fuori controllo che ci avrebbe attaccato se non lo avessimo fatto prima”. Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha dichiarato che il regime iraniano “è finito” e ha assicurato che Stati Uniti e Israele controlleranno completamente i cieli iraniani entro una settimana. Con oltre 50 mila soldati statunitensi già coinvolti nel teatro operativo e nuovi rinforzi in arrivo, il conflitto rischia ora di trasformarsi in una guerra regionale su larga scala.
L’Iran resta senza una nuova guida suprema dopo l’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei nel primo giorno di guerra. Martedì un raid ha colpito il palazzo dove era riunita l’Assemblea degli Esperti, incaricata di scegliere il successore. Tra i possibili candidati c’è il figlio Mojtaba Khamenei, ma la sua nomina non è ancora confermata. Israele ha già avvertito che qualsiasi nuovo leader iraniano sarà considerato un bersaglio militare. Secondo indiscrezioni del New York Times, l’intelligence iraniana avrebbe cercato un contatto con la Cia per negoziare la fine della guerra, ma Washington non avrebbe risposto. Nel frattempo Teheran accusa l’Unione europea di schierarsi “dalla parte sbagliata della Storia” e minaccia una guerra lunga.
La crisi è stata al centro di un incontro al Quirinale tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto. Secondo fonti governative, Crosetto avrebbe parlato di “momento più difficile degli ultimi decenni”, illustrando uno scenario di forte deterioramento della sicurezza internazionale. Tra le ipotesi allo studio del governo italiano l’invio di sistemi di difesa aerea Samp-T ai Paesi del Golfo, il possibile dispiegamento di unità navali italiane verso Cipro, il rafforzamento delle misure di sicurezza sulle basi militari Usa in Italia, come Aviano e Camp Darby. Il governo riferirà a breve alle Camere sugli sviluppi della crisi e sugli eventuali aiuti agli alleati colpiti dalla risposta iraniana.


