Ex Ilva, vertice a Palazzo Chigi: il 13 marzo tavolo sulla sicurezza a Taranto
Il futuro dell’ex Ilva torna al centro del confronto tra governo e sindacati. Nel corso dell’incontro che si è svolto oggi a Palazzo Chigi, è stata annunciata la convocazione di un tavolo tecnico sulla sicurezza nello stabilimento siderurgico di Taranto il prossimo 13 marzo.
La riunione nella sede del governo – presieduta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano – è servita a fare il punto sulla situazione di Acciaierie d’Italia, tra trattative per la cessione dell’azienda, nodi ambientali e crescente preoccupazione per la sicurezza sul lavoro.
Ad annunciare l’appuntamento del 13 marzo a Taranto è stato il commissario straordinario Giancarlo Quaranta, spiegando che l’incontro vedrà la partecipazione dei commissari e delle organizzazioni sindacali e sarà dedicato in modo specifico alle procedure di sicurezza all’interno dello stabilimento.
Durante il confronto a Palazzo Chigi i commissari straordinari hanno aggiornato il governo e i sindacati anche sul negoziato per la vendita dell’ex Ilva. La trattativa in esclusiva con il gruppo statunitense Flacks Group resta aperta, anche se sono stati chiesti ulteriori chiarimenti sul piano industriale, sulla sostenibilità finanziaria dell’operazione e sulle fonti di finanziamento.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha chiesto di prendersi circa tre settimane di tempo per tentare di finalizzare il negoziato con il fondo americano.
A complicare ulteriormente il quadro è la recente decisione del Tribunale di Milano, che impone una revisione delle prescrizioni ambientali contenute nella nuova Autorizzazione integrata ambientale. In assenza di adeguamenti, dal 24 agosto 2026 scatterebbe lo stop dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto.
I commissari straordinari di Ilva in amministrazione straordinaria e di Acciaierie d’Italia hanno annunciato che impugneranno la sentenza entro lunedì, nel tentativo di evitare un provvedimento che potrebbe avere conseguenze pesanti sulla continuità produttiva.
Nel frattempo i sindacati ribadiscono una posizione sempre più netta. Il segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma, sostiene che la soluzione per garantire il futuro dell’acciaieria passi ormai da una gestione pubblica degli impianti, necessaria – secondo il sindacato – per accompagnare la transizione verso una produzione siderurgica decarbonizzata e tutelare occupazione, salute e sicurezza.
La vertenza dell’ex Ilva, dunque, resta aperta. Tra trattative industriali, vincoli ambientali e tensioni sociali, il prossimo appuntamento sarà proprio il tavolo del 13 marzo a Taranto, che dovrà affrontare uno dei temi più urgenti per il futuro dello stabilimento: la sicurezza dei lavoratori.


