Taranto, voragine nello stabilimento ex Ilva: allarme dei sindacati sulla sicurezza
Nella notte dell’8 marzo una voragine di diversi metri si è aperta all’interno dello stabilimento ex Ilva di Taranto, lungo la strada che costeggia i reparti Treno Nastri 2 e Deposito Bramme 2. L’episodio ha destato forte preoccupazione tra i lavoratori, soprattutto a pochi giorni dalla morte dell’operaio Loris Costantino.
Secondo le prime informazioni, il cedimento del manto stradale potrebbe essere stato provocato da una fuoriuscita d’acqua che avrebbe generato un effetto di risucchio nel sottosuolo, causando l’improvviso collasso della carreggiata.
L’accaduto ha spinto i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza di Fim, Fiom, Uilm e Usb a inviare una segnalazione urgente ai vertici aziendali, chiedendo verifiche immediate sulle condizioni dell’area e interventi tempestivi per garantire la sicurezza.

La situazione sarebbe resa ancora più delicata dalla presenza di una tubazione interrata proprio nel punto in cui si è verificato il cedimento.
«La situazione è estremamente grave – dichiarano i rappresentanti sindacali –. Il cedimento significativo del manto stradale avrebbe potuto compromettere seriamente l’incolumità dei lavoratori e dei mezzi in transito».
I sindacati chiedono quindi all’azienda un piano dettagliato degli interventi di messa in sicurezza dell’area e un’analisi approfondita delle cause che hanno determinato il cedimento.


