Ex Ilva, i Genitori Tarantini ricorrono in Appello: “Stop immediato all’area a caldo”
Nuovo passaggio giudiziario nella vicenda dell’ex Ilva di Taranto. L’associazione Genitori Tarantini, promotrice dell’azione inibitoria sugli impianti, ha presentato ricorso alla Corte d’Appello contro la decisione del Tribunale di Milano che consente il funzionamento dell’area a caldo fino al 24 agosto.
Il provvedimento dei giudici milanesi, pur riconoscendo l’esistenza di “rischi” e “pregiudizi” per la salute dei cittadini, non ha disposto l’immediata sospensione delle attività produttive, concedendo di fatto un termine prima dello stop.
Una scelta che l’associazione contesta apertamente. In una nota i Genitori Tarantini sostengono che il Tribunale abbia “demolito la nuova Aia (Autorizzazione integrata ambientale) propagandata dal governo Meloni come la soluzione ai problemi dello stabilimento”, ma allo stesso tempo avrebbe adottato una motivazione contraddittoria proprio sulla sospensione degli impianti.
Secondo i ricorrenti, infatti, anziché ordinare lo stop immediato, i giudici avrebbero concesso un “termine di grazia” che contrasterebbe con quanto stabilito dalla Corte di Giustizia europea, secondo cui le proroghe non sarebbero ammissibili.
Con il ricorso in Appello l’associazione chiede quindi la sospensione immediata dell’area a caldo, ritenendo illegittima la concessione di qualsiasi ulteriore termine.


