Guerra in Medio Oriente, Khamenei minaccia, petrolio sopra i 100 dollari
Nel tredicesimo giorno di guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti arriva il primo messaggio alla nazione, letto dalla tv di Stato, della nuova guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, che ha ribadito che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso, promettendo vendetta per le vittime iraniane e invitando i Paesi della regione a chiudere le basi militari statunitensi.
Intanto Israele ha avviato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi a Teheran, mentre il premier Benjamin Netanyahu ha avvertito che Hezbollah «pagherà un prezzo molto pesante». Dal Libano, secondo il ministero della Sanità locale, dall’inizio di marzo si contano 687 morti nei raid israeliani.
La guerra ha già forti ripercussioni sui mercati energetici: il petrolio ha superato i 100 dollari al barile, mentre l’Italia ha deciso di svincolare quasi 10 milioni di barili dalle riserve strategiche.
Sul fronte militare si registrano nuovi incidenti: sei soldati francesi sono rimasti feriti in un attacco con drone a Erbil, nel Kurdistan iracheno, dove si trova anche una base con militari italiani. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato che i soldati italiani sono al sicuro nei bunker, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha definito l’attacco «deliberato». Nella stessa area si è inoltre schiantato un aereo cisterna statunitense, incidente che secondo il comando centrale Usa non sarebbe legato a fuoco nemico.
Nel frattempo proseguono i combattimenti e le minacce reciproche. L’Iran ha avvertito che potrebbe colpire le infrastrutture petrolifere della regione in caso di attacchi ai propri impianti energetici, mentre Washington ribadisce la linea dura. «È più importante impedire all’Iran di avere armi nucleari», ha dichiarato Donald Trump.
La crisi coinvolge anche i luoghi santi di Gerusalemme, temporaneamente chiusi per motivi di sicurezza. Secondo Israele missili iraniani sarebbero caduti nelle vicinanze della Città Vecchia, anche se il video diffuso risale ai primi giorni del conflitto.
Sul piano diplomatico la Turchia ha avviato contatti con Stati Uniti e Iran nel tentativo di favorire negoziati e fermare la guerra.
Elaborazione grafica su immagini di repertorio con AI


