Mercoledì, 18 Marzo 2026

Ex Ilva, Bettini: «Stabilimento strategico, va salvato»

Il futuro dell’ex Ilva di Taranto resta un nodo centrale per l’industria italiana. A ribadirlo è stato il presidente di Federmeccanica, Simone Bettini, che ha visitato lo stabilimento siderurgico ionico insieme al management dell’azienda, partecipando poi a una conferenza stampa con il presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma.

Bettini ha sottolineato l’importanza strategica dell’impianto per il sistema produttivo nazionale. «Ho voluto vedere da vicino questo stabilimento e sono rimasto molto soddisfatto del lavoro fatto», ha dichiarato, evidenziando i progressi compiuti negli ultimi anni sul fronte ambientale. «Oggi lo stabilimento presenta parametri ambientali che non hanno uguali ed è tra le acciaierie più green d’Europa».

Secondo il presidente di Federmeccanica esistono le condizioni per un rilancio sostenibile dell’impianto. «Le nostre imprese hanno bisogno di acciaio italiano. Senza un’adeguata produzione nel nostro Paese sono a rischio intere filiere industriali», ha affermato, aggiungendo che «non possiamo permetterci di rinunciare a un’eccellenza europea in termini di tutela ambientale e capacità produttiva».

Bettini ha inoltre ribadito la disponibilità dell’associazione a confrontarsi con istituzioni e sindacati per trovare una soluzione alla crisi dello stabilimento. «Non possiamo perdere tempo: è necessario creare le condizioni perché il sistema produttivo italiano non dipenda da forniture estere».

Sulla stessa linea il presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, che ha richiamato l’attenzione sulla fase delicata che attraversa l’acciaieria. «Sono fortemente convinto che lo stabilimento siderurgico di Taranto possa continuare a produrre nel rispetto dei criteri di sostenibilità e sicurezza», ha affermato.

Secondo Toma, le decisioni che verranno prese nei prossimi mesi saranno fondamentali non solo per il futuro dell’impianto ma anche per l’economia del territorio. «È necessario che tutti gli attori istituzionali, politici e imprenditoriali convergano su scelte condivise», ha sottolineato, ricordando che dalla vicenda dipendono anche «la stabilità sociale e occupazionale del territorio jonico e la tenuta dell’indotto».

Il presidente di Confindustria Taranto ha inoltre sottolineato la necessità di un ruolo forte del Governo nel processo di rilancio dello stabilimento, sia per accompagnare il percorso di transizione ambientale e decarbonizzazione, sia per garantire la tutela dei livelli occupazionali e delle imprese dell’indotto legate alla siderurgia tarantina.