Martedì, 28 Aprile 2026

Iaia (Cis): da giugno lavori alla aree archeologiche di Città vecchia

Da giugno al via i lavori all’area del tempio dorico in piazza Castello, ai resti archeologici che si trovano sotto i giardini di piazza Municipio e in largo san Martino e al di sotto della chiesa e convento di San Domenico. La gara d’appalto è stata aggiudicata nel febbraio 2026. Lo ha reso noto il commissario unico del CIS Taranto, Dario Iaia.

“Si tratta di un passo fondamentale per la restituzione alla piena fruizione di tesori nascosti che raccontano la millenaria storia della nostra città” – ha chiarito Iaia.

Piazza Castello

Il sito verrà liberato dall’attuale recinzione, ritornando a dialogare direttamente con lo spazio pubblico prospiciente. I reperti oggi sommersi ubicati al di sotto dei giardinetti di fronte all’area delle colonne doriche, già scavati nel 1993, verranno nuovamente messi in luce ampliando l’attuale area archeologica, dove le colonne rappresenteranno solo uno degli elementi di un racconto pluri-stratificato della storia millenaria della città. La sistemazione esterna inoltre, per migliorare la visibilità delle colonne e degli ulteriori scavi, prevede la rimozione delle essenze arboree già presenti, oltre ad una più corretta sistemazione della Piazza del Municipio. Questa area, ripavimentata con basole in pietra, sarà resa esclusivamente pedonale. Si tratta di un restauro evocativo che servirà a far comprendere ai fruitori la reale forma e le dimensioni del tempio dorico, oggi difficilmente percepibile attraverso le poche spoglie rimaste. 

Largo san Martino

Attualmente inaccessibile ed abbandonata, l’area archeologica di Largo san Martino, posta sul “salto di quota” della Città vecchia, conserva resti delle antiche mura dell’acropoli. L’intera area è stata coperta negli anni Novanta da una struttura che connette i diversi livelli del tessuto urbano, la cui copertura rappresenta la piazza dello slargo san Marino. L’intervento prevede il restauro delle strutture di copertura, l’abbattimento delle barriere architettoniche e la valorizzazione dei reperti contenuti all’interno della struttura.

Chiesa e Convento di San Domenico

Sono presenti resti di un tempio greco, datato alla prima metà del V secolo a.C., sulla quale si impianterà la chiesa medievale. Oggi non visibili al pubblico poiché accessibili unicamente attraverso otto botole aperte nella pavimentazione della chiesa, questi resti saranno resi fruibili attraverso un apposito sistema di collegamento verticale ed un percorso fruitivo che possa valorizzarne l’importanza.

“L’intervento è destinato a promuovere una rigenerazione economica e commerciale – spiega Dario Iaia – stimolando attività legate al turismo e aumentando il numero di visitatori. Con la maggiore fruibilità e valorizzazione dei siti archeologici, Taranto potrà diversificare la sua offerta culturale e turistica”.