Martedì, 28 Aprile 2026

Arcangelo Caressa condannato a due anni per minacce, truffa e diffamazione

Sentenza di primo grado per l’istruttore cinofilo legato al caso del cane “Bruno”. Contestate anche sostituzione di persona e appropriazione indebita

Minacce, sostituzione di persona, appropriazione indebita e diffamazione. Sono queste le ipotesi di reato per le quali il tribunale ha condannato a due anni di reclusione Arcangelo Caressa, istruttore cinofilo già noto per il caso del cane “Bruno”, morto nel luglio 2025.

La sentenza di primo grado, come riportato da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, è stata emessa lo scorso 21 aprile e riconosce la responsabilità dell’uomo in una serie di episodi. Tra questi, anche quello di un cane ottenuto da un cittadino della provincia di Lecce: secondo quanto ricostruito dagli atti, Caressa si sarebbe presentato fingendosi agente della Polizia di Stato per ottenere l’affidamento dell’animale.

Successivamente, a fronte delle richieste di restituzione da parte del proprietario, l’istruttore avrebbe reagito con insulti sui social e con minacce. Il cane non sarebbe stato restituito ma ceduto a un terzo soggetto, senza la corresponsione al proprietario delle somme legate alle cucciolate.

Nel procedimento Caressa è stato inoltre ritenuto colpevole di ulteriori episodi di diffamazione ai danni di un uomo e di una donna. Parallelamente, risulta ora indagato per simulazione di reato nell’ambito del caso del cane “Bruno”.