Ex Ilva, i commissari straordinari ricorrono in Cassazione contro lo stop all’area a caldo
Alla vigilia di Ferragosto è stato depositato il ricorso contro il decreto con cui la Corte d’Appello di Milano ha disposto la sospensione dell’attività dell’area a caldo a partire dal 28 ottobre, in relazione alla presenza di amianto negli impianti e ai livelli emissivi.
L’atto, composto da 82 pagine, è stato notificato dagli avvocati di Ilva in amministrazione straordinaria Giuseppe Lombardi, Marco Annoni, Lazare-David Vittone Tassinari, Angelo Raffaele Cassano e Alberto Villa. Nel ricorso vengono contestati 14 motivi di nullità del provvedimento della Corte d’Appello di Milano, per i quali i legali chiedono alla Suprema Corte di cassare il decreto.
Il ricorso in Cassazione, tuttavia, non sospende automaticamente l’esecutività del provvedimento. Questo significa che, allo stato attuale, resta fissata al 28 ottobre la scadenza entro la quale dovrà essere fermata l’attività degli impianti interessati.
La decisione della Cassazione, infatti, potrebbe arrivare oltre quella data. Per questo motivo, come viene esplicitamente indicato nel nuovo ricorso, i commissari potrebbero presentare una istanza alla Corte d’Appello di Milano per chiedere la sospensione dell’esecutività del decreto, in attesa della pronuncia della Suprema Corte.
La vicenda giudiziaria entra così in una nuova fase, mentre a Taranto resta alta l’attenzione sul futuro dello stabilimento siderurgico e sulle conseguenze di un eventuale stop dell’area a caldo.
Intanto, il 20 agosto, i genitori tarantini che hanno promosso il ricorso accolto dalla magistratura milanese, rappresentati dagli avvocati Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano, terranno un’assemblea pubblica per discutere le prossime iniziative.
Al centro del confronto ci saranno anche gli sviluppi giudiziari e il contesto istituzionale legato alla presenza a Taranto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attesi in città per la cerimonia inaugurale dei Giochi del Mediterraneo.
Il braccio di ferro giudiziario sull’ex Ilva prosegue dunque su due fronti: da una parte il ricorso alla Cassazione presentato dai commissari straordinari, dall’altra le iniziative dei genitori tarantini che hanno portato la questione davanti alla magistratura milanese. Sullo sfondo resta la data del 28 ottobre, quando, in assenza di una sospensione del provvedimento, dovrebbe scattare lo stop all’area a caldo.


