Ex Ilva, si allarga la cordata italiana
Si allarga il fronte degli operatori italiani interessati al rilancio dell’ex Ilva. Dopo i primi 14 produttori siderurgici che hanno aderito alla manifestazione di interesse coordinata da Federacciai, anche i grandi trasformatori di acciaio iniziano a muoversi, rafforzando l’ipotesi di una cordata nazionale per il futuro degli impianti.
Tra le aziende che hanno formalizzato il proprio interesse c’è Eusider, gruppo della famiglia Anghileri, tra i principali utilizzatori italiani di prodotti piani in acciaio. L’azienda ha scritto ai presidenti di Federacciai, Antonio Gozzi, e di Confindustria, Emanuele Orsini, per manifestare ufficialmente la propria disponibilità a partecipare al progetto.
Nella lettera, Eusider sottolinea la valenza strategica dell’operazione. «Riteniamo che la salvaguardia e il rilancio degli impianti rappresentino una questione strategica non soltanto per il settore siderurgico, ma per l’intero sistema manifatturiero italiano», è la posizione espressa dal gruppo.
Eusider porta inoltre in dote una dimensione industriale significativa. Il gruppo, ricorda nella comunicazione, è oggi uno dei maggiori utilizzatori italiani di prodotti piani in acciaio e consuma complessivamente oltre un milione di tonnellate l’anno di coils e lamiere da treno. Il fatturato consolidato supera il miliardo di euro.
L’ingresso dei trasformatori amplia così la platea degli operatori potenzialmente coinvolti nel progetto per l’ex Ilva. Non più soltanto produttori siderurgici, dunque, ma anche aziende che utilizzano direttamente l’acciaio nei propri processi industriali e che hanno un interesse concreto alla continuità e alla competitività della produzione nazionale.
La manifestazione di interesse coordinata da Federacciai potrebbe quindi rappresentare il primo passo verso una partecipazione italiana più ampia al futuro degli stabilimenti, in un’ottica che coinvolge non solo la siderurgia, ma l’intera filiera manifatturiera.


