Sabato, 05 Settembre 2026

San Cataldo, Perrini chiede una gestione straordinaria e un’Azienda autonoma

Il vicepresidente del Consiglio regionale sollecita Decaro a intervenire sul nuovo ospedale di Taranto: «Serve una svolta». Nel mirino i ritardi di un progetto fermo dal 2022.

Un commissario straordinario dedicato al San Cataldo e la costituzione di un’Azienda ospedaliera autonoma per accelerare l’apertura del nuovo ospedale di Taranto. È la richiesta avanzata da Renato Perrini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio regionale, che sollecita il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro a intervenire sulla vicenda.

«Siamo arrivati ai primi di settembre e l’ospedale San Cataldo di Taranto continua a essere un monumento all’inefficienza e ai ritardi della Regione», sostiene Perrini. Secondo il consigliere, la situazione non è più sostenibile, anche alla luce delle difficoltà che continuano a interessare la sanità ionica, dalle liste d’attesa alla carenza di personale.

Perrini critica in particolare i tempi dell’iter per rendere operativo il nuovo ospedale. «In tutti questi anni abbiamo assistito a rinvii, annunci e promesse rimaste al palo», afferma. Il riferimento è anche all’utilizzo dell’area del San Cataldo come parcheggio e spazio logistico in occasione dei Giochi del Mediterraneo. «Per fortuna abbiamo avuto i Giochi, altrimenti oggi anche quell’area sarebbe rimasta inutilizzata. Ma Taranto non ha certo bisogno di un semplice parcheggio: serve un ospedale perfettamente operativo», aggiunge.

Da qui la richiesta alla Regione di imprimere una svolta alla gestione del progetto. Perrini propone la nomina «immediata» di un commissario straordinario con il compito di seguire esclusivamente il San Cataldo e con poteri tali da accelerare la conclusione dei lavori, le procedure di collaudo e tutte le attività necessarie all’avvio della struttura.

L’altra proposta riguarda la gestione del futuro ospedale. Perrini chiede infatti l’istituzione di un’Azienda ospedaliera autonoma San Cataldo, con un proprio direttore generale e separata dalle competenze dell’Asl locale. A questa misura, secondo il consigliere, dovrebbe affiancarsi un piano straordinario per il reclutamento del personale.

«Servono medici, infermieri e operatori sanitari per garantire un’adeguata risposta alla domanda di salute», sottolinea. Per il consigliere, quindi, l’apertura del San Cataldo non può essere legata soltanto alla conclusione delle procedure tecniche e amministrative, ma deve essere accompagnata da una dotazione di personale adeguata a garantire il funzionamento della struttura.

«I cittadini di Taranto non possono più attendere», conclude Perrini, rivolgendosi al presidente Decaro: «Se ha a cuore la tutela della salute pubblica e la dignità del nostro territorio, prenda in mano la situazione senza ulteriori indugi. Il tempo degli annunci è finito, servono fatti concreti per l’immediata apertura del San Cataldo».