Vibrotek Volley, dalla Bulgaria arriva il palleggiatore Presian Krastanov
La Vibrotek Volley continua a prendere forma in vista della nuova stagione e ufficializza un altro importante tassello del proprio organico. La società rossoblù è lieta di accogliere Presian Krastanov, giovane palleggiatore bulgaro, nato a Sofia nel 2007.
Per il neo atleta del sodalizio ionico si tratta di una nuova esperienza nel volley italiano dopo le avventure maturate in patria con il Grad Belogradchik e nel settore giovanile del CSKA Sofia, una delle realtà più importanti della pallavolo bulgara.
Krastanov ha già avuto modo di ambientarsi a Taranto e le prime impressioni sono decisamente positive: «A Taranto mi sto trovando bene. È una città molto grande e bella. Con i compagni sto legando, anche perché sono tutti bravi ragazzi».
Il giovane palleggiatore si prepara quindi ad affrontare per la prima volta il campionato di Serie B italiana, una realtà che conosce ancora poco ma che ha già iniziato a studiare: «Non conosco la Serie B italiana, ma dalle informazioni che ho raccolto posso dire che sarà molto dura. Ci stiamo preparando duramente per affrontarla al meglio. Il campionato bulgaro è più fisico, mentre quello italiano, da quanto ho appreso, è più tecnico».
Un confronto che rappresenterà anche una preziosa occasione di crescita personale. Krastanov ha infatti le idee chiare sul proprio percorso: «Voglio fare un buon campionato, cercando di giocare al mio livello massimo, con la speranza di dare il mio contributo per far stare in alto in classifica la Vibrotek Volley».
Tra gli obiettivi principali del giovane bulgaro c’è soprattutto quello di migliorare dal punto di vista tecnico: «Per il mio ruolo è un fattore molto importante. Ovviamente sono dotato di un buon palleggio, ma voglio continuare a migliorare».
Krastanov non vede l’ora di vivere anche l’atmosfera del Palafiom e conoscere da vicino il pubblico tarantino: «Non vedo l’ora di vedere i tifosi tarantini sui gradoni del Palafiom. Cercheremo di vincere quante più partite possibili, anche grazie alla loro spinta e al loro sostegno».


