Mercoledì, 14 Ottobre 2026

Ex Ilva, via libera al decreto: reindustrializzazione e incentivi alle assunzioni

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto-legge dedicato all’ex Ilva, con l’obiettivo di tutelare la funzionalità degli impianti, rilanciare le aree industriali coinvolte nella crisi e favorire nuovi investimenti, salvaguardando al tempo stesso i livelli occupazionali. Il provvedimento, come comunicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), punta ad affrontare alcuni dei principali nodi della vertenza, dalla continuità produttiva alla riconversione industriale del territorio tarantino.

Previsto il mantenimento in riscaldo

Tra le misure più immediate è previsto il mantenimento in riscaldo di una parte degli impianti dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto fino alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione. La disposizione interessa le batterie di coke 7, 8, 9 e 12 e i cowper degli altiforni 1, 2 e 4, attualmente mantenuti in riscaldo per preservarne l’efficienza in attesa degli sviluppi sul piano giudiziario.

Attrarre nuovi investimenti

Il decreto attribuisce al Mimit il compito di coordinare le manifestazioni di interesse relative a investimenti superiori a 10 milioni di euro. Il perimetro comprende circa 100 ettari delle aree ex Ilva di Taranto, oltre alle zone limitrofe appartenenti al demanio marittimo e militare.

Sulla base delle proposte raccolte, il Ministero predisporrà un Piano degli investimenti da sottoporre al Consiglio dei ministri. L’approvazione consentirà di dichiarare strategici gli interventi e di nominare un commissario straordinario, incaricato di raccordare il Piano con le iniziative previste dal Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto, comprese quelle relative alle infrastrutture necessarie per sostenere i nuovi insediamenti produttivi.

Nell’ambito della procedura di cessione del complesso aziendale, i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria potranno inoltre vendere separatamente le aree interessate dalla riconversione oppure affidarle in gestione a soggetti disponibili a investire, purché i relativi progetti rientrino nel Piano approvato.

Contratti di sviluppo e sostegno all’occupazione

Per favorire l’avvio dei nuovi progetti, il provvedimento introduce un percorso prioritario per i contratti di sviluppo inseriti nel Piano degli investimenti, consentendo di esaminarli anche in deroga all’ordine cronologico delle domande.

Le aziende che beneficeranno delle misure e prevedranno nuove assunzioni saranno tenute a dare priorità ai lavoratori provenienti da ex Ilva e dalle imprese dell’indotto.

Sul fronte occupazionale è previsto anche l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro che assumeranno a tempo indeterminato dipendenti di Acciaierie d’Italia e di Ilva in amministrazione straordinaria. L’agevolazione riguarderà le assunzioni effettuate dal 1° novembre 2026 al 31 dicembre 2027.

Il decreto dispone inoltre il versamento dell’ultima quota del finanziamento destinato ad Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, pari a 40,5 milioni di euro, in attuazione della decisione della Commissione europea del 9 febbraio 2026.

Distretto industriale Brindisi-Taranto

Tra le novità figura l’istituzione del distretto industriale Brindisi-Taranto, pensato per sostenere lo sviluppo delle tecnologie a zero emissioni nette, accelerare la decarbonizzazione e promuovere una crescita industriale più sostenibile. Per favorire l’insediamento di nuove attività produttive saranno introdotte procedure semplificate, anche per quanto riguarda gli adempimenti ambientali.

È previsto anche un finanziamento annuale di un milione di euro a favore del Tecnopolo di Taranto. Le risorse serviranno a rafforzare le attività di ricerca, sviluppo e innovazione, sostenendo il trasferimento tecnologico e il potenziamento del personale attraverso l’inserimento di ricercatori industriali e tecnici specializzati.

Vertenza sulla continuità produttiva

Il via libera al decreto arriva in una fase ancora delicata per il gruppo, mentre prosegue la mobilitazione dei lavoratori, che chiedono certezze sul futuro degli stabilimenti e sulla tutela dell’occupazione. Restano al centro del confronto le fermate annunciate da Acciaierie d’Italia e le prospettive delle lavorazioni a caldo e a freddo nei diversi siti produttivi.

Il mantenimento in riscaldo di alcuni impianti rappresenta una misura immediata per preservare parte della capacità industriale, mentre il programma di reindustrializzazione punta a favorire l’arrivo di nuovi operatori e investimenti nel territorio.

La sfida, tuttavia, sarà trasformare gli interventi previsti in opportunità concrete per il sistema produttivo e per i lavoratori. Rimangono da verificare l’effettiva capacità di attrarre capitali, i tempi di realizzazione dei progetti e il loro impatto sull’occupazione. Per Taranto resta centrale la necessità di un piano capace di conciliare rilancio industriale, transizione ambientale e garanzie occupazionali.