Venerdì, 16 Gennaio 2026

Morte operaio ex Ilva: i sindacati proclamano 24 ore di sciopero. Le prime dichiarazioni

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Con una nota le organizzazioni sindacali di Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno proclamato uno sciopero di 24 ore dopo la morte dell’operaio in Acciaierie d’Italia:

A seguito dell’incidente mortale verificatosi a Taranto in Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, le organizzazioni sindacali di Fim, Fiom, Uilm dichiarano 24 ore di sciopero a partire da subito da svolgersi in tutti i siti del gruppo con articolazioni territoriali.

In attesa di conoscere la dinamica, tutti i lavoratori dell’ex Ilva e del mondo metalmeccanico, si stringono intorno alla famiglia del lavoratore.

Intanto arrivano le prime dichiarazioni dei segretari metalmeccanici nazionali.

Rocco Palombella, segretario generale Uilm: “La tragedia di questa mattina nell’acciaieria 2 dello stabilimento ex Ilva di Taranto, dove ha perso la vita un operaio specializzato di 46 anni precipitando nel vuoto da un’altezza di oltre 7 metri, rende drammatica una situazione già fortemente compromessa. È l’ulteriore perdita insopportabile di vite umane che si somma al sacrificio di questi lunghi anni e pone l’accento sull’emergenza legata ai mancati investimenti sulla manutenzione degli impianti e sulla sicurezza. Purtroppo le nostre denunce non sono mai state ascoltate fino in fondo. Questo tragico incidente impone a tutti una seria riflessione sulle responsabilità e su quello che doveva essere fatto per evitare che ciò accadesse. Chiediamo che sia fatta piena luce sulla dinamica e sulle responsabilità che hanno causato questa ennesima vittima. Siamo vicini alla famiglia di Claudio, a cui vanno le nostre più sincere condoglianze. Non vogliamo altre vittime sul lavoro. Ora servono risposte e soluzioni concrete”.

Ferdinando Uliano segretario Generale FIM-CISL e Valerio d’Alò segretario nazionale FIM-CISL

“Quanto accaduto oggi all’Ilva è un fatto di una gravità estrema che non può e non deve essere archiviato come una tragica fatalità. Da tempo denunciamo la necessità di una maggiore attenzione e di investimenti strutturali sulle manutenzioni e sulla messa in sicurezza degli impianti. Le risorse destinate alla sola gestione ordinaria non sono sufficienti: è indispensabile rafforzare in modo significativo e continuativo gli interventi di manutenzione per prevenire situazioni che mettono seriamente a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori. La definizione di un assetto proprietario stabile è una condizione indispensabile per una migliore pianificazione degli investimenti, sia sul fronte della prevenzione e della sicurezza, sia per il rilancio complessivo degli impianti siderurgici. Per queste ragioni, la nostra richiesta di riaprire con urgenza il tavolo a Palazzo Chigi è oggi ancora più necessaria e non più rinviabile. Auspichiamo che il Governo dia a questa richiesta un riscontro immediato e concreto. Per quanto ci riguarda, la presenza dello Stato deve rappresentare una garanzia aggiuntiva e reale sul piano della prevenzione del rischio infortuni e, al tempo stesso, l’unica strada possibile per assicurare un futuro industriale e occupazionale allo stabilimento. A seguito del tragico infortunio mortale avvenuto questa mattina, ci siamo immediatamente attivati con i nostri rappresentanti sindacali e della sicurezza presenti all’interno dello stabilimento e abbiamo proclamato 24 ore di sciopero per denunciare con forza quanto accaduto. Alla famiglia del lavoratore va il nostro più profondo cordoglio e la nostra piena vicinanza in questo momento di dolore”.