Domenica, 22 Febbraio 2026

Carceri pugliesi, nuove aggressioni a Taranto e Brindisi. Il Sappe: “Sovraffollamento insostenibile”

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Ancora un’aggressione nel carcere di Taranto. L’ultimo episodio, avvenuto venerdì 20 febbraio, ha visto un detenuto di 33 anni, in attesa di giudizio, colpire con un pugno al volto un assistente capo della polizia penitenziaria, poi trasportato in ospedale. L’aggressione sarebbe avvenuta perché il detenuto pretendeva di circolare liberamente nel reparto anziché rientrare nella propria cella. Nella stessa giornata si sarebbe verificata un’altra aggressione ai danni di una poliziotta nel carcere di Brindisi.

A denunciare l’accaduto è il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), che torna a segnalare la situazione di forte criticità negli istituti pugliesi, a partire dal sovraffollamento: oltre 4.500 detenuti presenti a fronte di circa 2.600 posti regolamentari. A Taranto, secondo il sindacato, si superano le 800 presenze per una capienza di circa 350 posti.

Il Sappe punta il dito contro una situazione strutturale che riguarda l’intero sistema penitenziario pugliese: sovraffollamento, introduzione di telefoni e droga (anche tramite droni, secondo quanto denunciato) e carenza di personale.

Per il sindacato, la mancata applicazione di trasferimenti immediati nei confronti dei detenuti responsabili di aggressioni contribuirebbe ad aggravare il clima di tensione negli istituti.

Alla luce degli ultimi episodi, il segretario generale del Sappe, Donato Capece, sarà lunedì e martedì in Puglia per portare solidarietà agli agenti coinvolti, visitare i penitenziari di Brindisi, Taranto e Lecce, e raccogliere le criticità da sottoporre al Ministero della Giustizia. Tra le richieste: decongestionare le carceri pugliesi e rafforzare l’organico della polizia penitenziaria.

Il quadro descritto dal sindacato evidenzia una situazione che richiede interventi strutturali, sia sul piano organizzativo sia su quello della sicurezza, per garantire condizioni di lavoro adeguate al personale e tutele per l’intera popolazione detenuta.