Iran, attacchi e contro-attacchi infiammano il Golfo. Morto Khamenei: l’Italia monitora e rafforza l’assistenza ai connazionali
Nella giornata di ieri una coalizione militare guidata da Israele e Stati Uniti ha lanciato un massiccio attacco contro l’Iran, con bombardamenti su obiettivi militari, infrastrutture e quartieri urbani. L’azione è stata definita Operation Lion’s Roar da Israele e Epic Fury dagli USA, ed è considerata una delle escalation più gravi nella storia recente del conflitto israelo-iraniano.
Decine di città iraniane, incluse Teheran e Minab, sono state colpite da raid aerei e missilistici. Autorità iraniane e fonti internazionali riferiscono di oltre 200 morti e quasi 750 feriti in Iran, comprese vittime civili e bambini, soprattutto nell’attacco a una scuola a Minab. La Croce Rossa ha confermato danni diffusi e numerose vittime in diverse province.
In risposta, l’Iran ha lanciato attacchi missilistici e droni contro basi militari statunitensi e Israele e contro installazioni nei paesi arabi del Golfo Persico (Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Arabia Saudita e Giordania). Nell’area del Golfo si registrano esplosioni e allarmi antiaerei, con alcune segnalazioni di danni infrastrutturali. I militari italiani presenti nella base in Kuwait attaccata, sono risultati incolumi poiché si trovavano nei bunker protetti.
Alcuni Stati arabi del Golfo hanno attivato difese antiaeree e chiuso temporaneamente il proprio spazio aereo. Lo stesso ministro italiano della Difesa Guido Crosetto si trova a Dubai con la propria famiglia in attesa che riaprano i voli, momentaneamente sospesi per l’attacco in Iran, per tornare in Italia.
La tv di Stato iraniana conferma la morte di Ali Khamenei, Guida suprema dell’Iran, annunciata dalle autorità israeliane e dal presidente statunitense Donald Trump, dopo i bombardamenti sul suo compound. Il governo ha proclamato 40 giorni di lutto nazionale, mentre giungono segnalazioni di festeggiamenti spontanei in alcune zone di Teheran.
Diversi paesi europei, l’Unione Europea e l’ONU hanno espresso preoccupazione per l’inasprimento del conflitto e chiesto de-escalation. La Russia ha denunciato gli attacchi come “aggressione”, avvertendo che potrebbero portare a una crisi umanitaria e geopolitica più ampia.
La crisi ha amplificato le tensioni in tutto il Medio Oriente, con il rischio di un conflitto ancora più ampio che coinvolga altri attori regionali. Lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso alla navigazione commerciale a causa degli avvisi e delle condizioni di sicurezza legate agli attacchi, e alle contromisure iraniane con potenziali impatti sui mercati energetici globali.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che, finora, non risultano italiani coinvolti direttamente negli attacchi in Iran o nella regione del Golfo, né civili né militari.
Le autorità italiane hanno raccomandato ai connazionali presenti nell’area di restare a casa o in albergo, per massima prudenza. Incrementate le misure di monitoraggio e di assistenza: le rappresentanze diplomatiche e consolari sono in costante contatto con cittadini italiani in loco, e sono stati allestiti desk di assistenza per italiani in alcuni aeroporti, come Doha e Abu Dhabi.
La premier Giorgia Meloni ha espresso vicinanza alla popolazione civile iraniana chiedendo rispetto dei diritti civili e politici. Roma ha ribadito l’importanza di un allentamento delle tensioni diplomatiche e di un ritorno al dialogo, evitando escalation incontrollate nella regione attraverso contatti con alleati internazionali e leader regionali.
Immagine: SkyTg 24


