Guerra Iran, nuovi raid e tensione sullo Stretto di Hormuz: preoccupazione internazionale
La situazione continua a degenerare tra raid aerei, attacchi missilistici, tensioni diplomatiche e crisi marittime, con conseguenze sulla sicurezza dei cittadini europei nella regione.
Israele ha lanciato nuove ondate di bombardamenti su Teheran e contro i quartieri meridionali di Beirut, colpendo infrastrutture di Hezbollah, con fuga della popolazione. Il governo libanese ha deciso di vietare potenziali attività militari delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, imponendo visto obbligatorio per gli iraniani e annunciando possibili arresti di militari iraniani presenti nel Paese. Tredici ondate di attacchi hanno interessato la capitale libanese e l’Iran, mentre le difese aeree israeliane hanno intercettato missili provenienti dall’Iran, senza causare vittime. In Iran, le vittime sarebbero oltre 1.200.
A Nakhchivan (Azerbaigian), secondo l’agenzia Apa, si sono verificati attacchi con droni iraniani contro l’aeroporto internazionale; due persone sono rimaste ferite. Il ministero degli Esteri azero ha convocato l’ambasciatore iraniano Mojtaba Demirchilou, definendo gli attacchi “una violazione del diritto internazionale” e minacciando possibili misure di ritorsione.
Nel Golfo Persico, secondo l’agenzia britannica Ukmto, una petroliera è stata colpita da una grande esplosione al largo del Kuwait, causando fuoriuscita di greggio. Ieri gli Stati Uniti hanno confermato di aver silurato una nave da guerra iraniana in acque internazionali nell’Oceano Indiano. Secondo la tv di stato iraniana Irib, droni iraiani avrebbero colpito anche la portaerei americana Lincoln, al largo dell’Oman. In Arabia Saudita, intercettati tre missili diretti alla base aerea Prince Sultan, senza vittime.
Le Forze Armate iraniane hanno dichiarato di avere il “controllo completo” dello Stretto di Hormuz. Secondo la Lloyd’s di Londra, circa 1.000 navi (metà trasportano petrolio e gas), per un valore superiore a 25 miliardi di dollari, restano bloccate nelle acque della zona. Schizzano i prezzi dei carburanti.
L’Assemblea degli Esperti della repubblica islamica terrà una sessione straordinaria per eleggere la nuova Guida Suprema dopo la morte di Ali Khamenei. La nomina del figlio Mojtaba è controversa: almeno otto membri protestano contro la leadership ereditaria. La seduta si terrà online a Qom, gestita da un edificio vicino al santuario di Fatima Masumeh.
Stati Uniti: Donald Trump ha dichiarato in un’intervista ad Axios di voler essere coinvolto nella scelta del successore di Ali Khamenei, definendo inaccettabile la nomina del figlio Mojtaba.
Il Pentagono sta predisponendo piani d’emergenza per rifornire l’esercito delle munizioni impiegate in Iran (missili Patriot, Tomahawk, THAAD). Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha assicurato che le scorte sono al completo e che “siamo noi a stabilire il ritmo e la tempistica” delle operazioni militari. Secondo il Washington Post, Trump ha offerto copertura aerea e supporto logistico ai curdi iraniani anti-regime operanti dall’Iraq.
Il Congresso USA ha respinto due provvedimenti: prima il Senato ha bocciato la risoluzione dei Democratici per fermare la campagna militare contro l’Iran, e la Camera dei Rappresentanti ha bloccato la proposta di limitare i poteri di Trump, con 219 contrari e 212 favorevoli.
Regno Unito: il premier Keir Starmer ha inviato altri quattro jet Typhoon in Qatar per rafforzare la difesa della regione. Francia e Ue: Macron ha telefonato a Giorgia Meloni e al primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis per coordinare l’invio di mezzi militari a Cipro e nel Mediterraneo orientale e garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso. L’alto rappresentante dell’UE Kaja Kallas ha ribadito la necessità di lasciare spazio alla diplomazia, monitorando eventuali cellule dormienti iraniane in Europa.
Russia: il Cremlino precisa che non ci sono richieste di assistenza militare dall’Iran e invita a creare un “fronte unito per porre fine alla guerra” nel Golfo Persico.
L’Italia ha trasferito temporaneamente l’ambasciata da Teheran a Baku. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato il passaggio sicuro di 50 italiani e diplomatici. 100 mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree interessate dal conflitto, secondo il ministro, 10.000 quelli finora aiutati a lasciare le aree a rischio. Altri rimpatri sono previsti, ma la sicurezza aerea resta critica: un volo Air France dagli Emirati Arabi Uniti è stato costretto a tornare indietro a causa del lancio di missili. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato che la protezione nazionale è ai massimi livelli e che l’Italia invierà supporto al Golfo e a Cipro per tutelare cittadini e interessi strategici.


