Ex Ilva, confronto sulla sicurezza nello stabilimento di Taranto. Sindacati: «Servono risorse e interventi urgenti»
La sicurezza degli impianti e il futuro industriale dell’ex Ilva di Taranto tornano al centro del confronto tra azienda, sindacati e istituzioni. Nel pomeriggio di ieri, nello stabilimento siderurgico, si è svolto un incontro tra Acciaierie d’Italia, le organizzazioni sindacali e una delegazione composta da funzionari e ispettori del Ministero del Lavoro, dell’Ispettorato nazionale del lavoro e dell’Inail Puglia.
Il vertice era stato organizzato per fare il punto sulle condizioni di sicurezza all’interno del sito industriale e sulle iniziative previste nei prossimi mesi. Nel corso dell’incontro l’azienda ha illustrato le attività già avviate e quelle in programma per migliorare le condizioni di sicurezza, mentre i rappresentanti dei lavoratori hanno ribadito la necessità di interventi rapidi e strutturali sugli impianti.
Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno evidenziato come le principali criticità dello stabilimento siano legate soprattutto alla mancanza di risorse necessarie per garantire una programmazione adeguata delle manutenzioni ordinarie e straordinarie. Secondo i sindacati, la situazione si sarebbe ulteriormente aggravata dopo l’attuazione del cosiddetto “piano corto” del Governo e l’aumento della cassa integrazione per il personale delle manutenzioni, che in alcuni casi ha raggiunto percentuali comprese tra il 50 e il 60 per cento della forza lavoro.
Nel corso del confronto è stato ricordato anche che i due incidenti mortali avvenuti negli ultimi due mesi nello stabilimento non possono essere considerati episodi casuali. Per questo i sindacati hanno chiesto interventi immediati e un programma di ispezioni congiunte sugli impianti, a partire dal controllo dei piani di calpestio utilizzati quotidianamente dai lavoratori diretti e dell’indotto.
Le organizzazioni sindacali hanno inoltre proposto l’istituzione di un comitato permanente sulla sicurezza esteso a tutte le aree dello stabilimento, con il coinvolgimento dei direttori di area, dei responsabili della sicurezza e dei rappresentanti dei lavoratori.
Particolare attenzione è stata posta anche alla condizione dei lavoratori dell’indotto, considerati tra i più esposti alle criticità legate al sistema degli appalti. In questo contesto i sindacati hanno chiesto un focus specifico sul tema del dumping contrattuale e un monitoraggio costante sulle condizioni di lavoro nelle aziende appaltatrici.
Durante l’incontro è stata inoltre sollecitata una verifica sullo stato di avanzamento delle operazioni di bonifica e smaltimento dell’amianto, segnalate in più occasioni dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
Altro nodo affrontato nel confronto riguarda l’utilizzo della cassa integrazione per i lavoratori delle manutenzioni e del collaudo, tema su cui i sindacati hanno chiesto chiarimenti anche alla luce delle disposizioni contenute nel decreto legge 4/2024. Il punto centrale, tuttavia, resta quello delle risorse economiche necessarie per attuare un piano straordinario di interventi sugli impianti e garantire condizioni di lavoro più sicure.
Sempre ieri nello stabilimento si è registrato uno stop temporaneo dell’altoforno 2, riattivato a fine febbraio dopo due anni di fermo. L’interruzione dell’attività si è resa necessaria per un breve intervento di manutenzione con la sostituzione di una valvola.
Parallelamente resta aperto il dossier sul futuro industriale del gruppo. I commissari straordinari attendono le risposte del Flacks Group alle richieste di approfondimento sul piano di acquisizione degli stabilimenti. Lo ha spiegato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso durante un’informativa al Senato, annunciando anche la presentazione di una manifestazione di interesse da parte del gruppo Jindal, che dovrà essere valutata insieme all’offerta del fondo americano.
Critico il giudizio della Fiom nazionale. «Non si può continuare ad attendere – ha dichiarato il coordinatore nazionale siderurgia Loris Scarpa –. Il Governo deve assumersi fino in fondo la responsabilità della vertenza per garantire sicurezza, occupazione e il percorso di decarbonizzazione dello stabilimento».
Il prossimo appuntamento sul tema della sicurezza nello stabilimento è previsto per il 24 marzo.

