Mercoledì, 29 Aprile 2026

Ex Ilva, confronto sulla sicurezza nello stabilimento di Taranto. Sindacati: «Servono risorse e interventi urgenti». Flacks presenta le integrazioni alla sua offerta

La sicurezza degli impianti e il futuro industriale dell’ex Ilva di Taranto tornano al centro del confronto tra azienda, sindacati e istituzioni. Ieri pomeriggio nello stabilimento siderurgico si è svolto un incontro tra Acciaierie d’Italia, le organizzazioni sindacali e una delegazione composta da funzionari e ispettori del Ministero del Lavoro, dell’Ispettorato nazionale del lavoro e dell’Inail Puglia.

Il vertice è servito a fare il punto sulle condizioni di sicurezza del sito e sulle iniziative previste nei prossimi mesi. L’azienda ha illustrato le attività già avviate e quelle in programma, mentre i rappresentanti dei lavoratori hanno ribadito la necessità di interventi rapidi e strutturali sugli impianti.

Nel corso della riunione è stata confermata l’imminente attivazione dei Gruppi di Analisi sulla sicurezza, organismi permanenti di confronto tra azienda e rappresentanti dei lavoratori con il compito di mappare le condizioni degli impianti e individuare interventi migliorativi. Previsto anche un percorso formativo dedicato agli appaltatori e ai referenti aziendali che ne coordinano le attività, per rafforzare gli standard di sicurezza e l’integrazione tra personale interno e imprese esterne.

È stata inoltre ipotizzata la creazione di un gruppo di lavoro per analizzare i contratti collettivi applicati dalle aziende dell’indotto e i loro effetti sulle tutele dei lavoratori. Durante l’incontro sono stati esaminati anche i dati relativi ai lavoratori impegnati nelle attività di manutenzione, compresa la loro partecipazione alla turnazione della cassa integrazione straordinaria. Su proposta del Ministero del Lavoro, incontri di questo tipo diventeranno periodici.

Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno però sottolineato come le principali criticità dello stabilimento siano legate alla carenza di risorse per programmare adeguatamente le manutenzioni ordinarie e straordinarie. Secondo i sindacati la situazione si sarebbe aggravata dopo l’attuazione del cosiddetto “piano corto” del Governo e con l’aumento della cassa integrazione per il personale delle manutenzioni, che in alcuni casi coinvolge tra il 50 e il 60 per cento dei lavoratori.

Le organizzazioni sindacali hanno ricordato anche i due incidenti mortali avvenuti negli ultimi mesi nello stabilimento, chiedendo interventi immediati e un programma di ispezioni congiunte sugli impianti. Tra le proposte avanzate, anche l’istituzione di un comitato permanente sulla sicurezza esteso a tutte le aree del sito e un monitoraggio più stringente sulle condizioni di lavoro nelle aziende dell’indotto, con particolare attenzione al tema del dumping contrattuale.

Durante il confronto è stato affrontato anche il tema delle bonifiche dall’amianto e dell’utilizzo della cassa integrazione per i lavoratori delle manutenzioni e del collaudo.

Nella stessa giornata nello stabilimento si è registrato inoltre uno stop temporaneo dell’altoforno 2, riattivato a fine febbraio dopo due anni di fermo. L’interruzione dell’attività è stata necessaria per un breve intervento di manutenzione con la sostituzione di una valvola.

Sul fronte del futuro industriale, il fondo americano Flacks Group, candidato all’acquisizione dell’intero complesso siderurgico, ha presentato ai commissari straordinari le integrazioni alla propria offerta, come richiesto entro il termine del 12 marzo. Le integrazioni riguardano gli aspetti industriali, finanziari, occupazionali e ambientali del piano.

I commissari avvieranno ora l’esame della documentazione. Finora la proposta di Flacks è stata considerata la più solida tra quelle presentate per l’ex Ilva, davanti a quella avanzata dal fondo statunitense Bedrock.

Nel frattempo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha reso noto l’arrivo di una manifestazione di interesse del gruppo indiano Jindal, che dovrà essere accompagnata da un piano industriale dettagliato.

Critica la Fiom nazionale: «Non si può continuare ad attendere – ha dichiarato il coordinatore nazionale siderurgia Loris Scarpa –. Il Governo deve assumersi fino in fondo la responsabilità della vertenza per garantire sicurezza, occupazione e decarbonizzazione».

Il prossimo incontro sul tema della sicurezza nello stabilimento è previsto per il 24 marzo.