Martedì, 21 Aprile 2026

Spaccio alla Salinella, smantellato sistema organizzato: 24 condanne

Accertata una rete strutturata con base a Salinella e traffico anche in carcere: pene fino a oltre 16 anni di reclusione

Si chiude con 24 condanne e alcune assoluzioni il processo sul traffico di stupefacenti che, secondo quanto ricostruito, per anni avrebbe alimentato le piazze di spaccio del capoluogo ionico e anche circuiti interni alla casa circondariale. A emettere la sentenza è stato il giudice del Tribunale di Lecce, Tea Verderosa, che ha riconosciuto l’esistenza di un sistema organizzato e strutturato.

Le pene risultano articolate in base ai ruoli attribuiti agli imputati. La condanna più pesante è per Vincenzo Leone, 40 anni, a 16 anni, 8 mesi e 10 giorni. A 10 anni e 10 mesi sono stati condannati Giovanni Marzulli, 63 anni, e Cosimo Leone, 23 anni, indicato tra le figure centrali del gruppo insieme al padre Giovanni Leone, 64 anni, per il quale la pena è di 7 anni, 8 mesi e 20 giorni.

Tra le altre condanne figurano Pasquale Lupoli (66 anni), a 8 anni e 11 mesi; Marco Semeraro (42 anni), a 7 anni; Cosimo Carriero (33 anni), a 6 anni e 9 mesi; Davide Nigro (29 anni), a 6 anni, 10 mesi e 20 giorni; Michele Costantino (58 anni) e Vincenzo Basile (53 anni), entrambi a 6 anni e 8 mesi.

Pene inferiori, ma comunque significative, per altri imputati: Marco Pipino (30 anni), 5 anni e 6 mesi; Gianluca Solfrizzi e Luigi Chiochia, 5 anni ciascuno; Veronica Giudetti (22 anni), 5 anni e 2 mesi; Teresa Malizia (41 anni) e Anna Maria Quaranta (66 anni), 4 anni e 10 mesi; Valentina Petruzzella Scarcia (28 anni) e Cristian Sorce (38 anni), 4 anni e 8 mesi.

Tra le condanne minori anche Francesco D’Angiulli (35 anni), 4 anni; Cosimo Friuli (46 anni), 3 anni; Carmine Eramo (41 anni), 3 anni e 4 mesi; Massimo Catapano (25 anni), 1 anno e 8 mesi; Cosimo Presicci e Marco Paradiso, 1 anno ciascuno.

Per diversi imputati è stata disposta anche l’interdizione dai pubblici uffici, oltre a ulteriori misure previste nei casi più gravi.

La sentenza arriva al termine di un’indagine avviata nel 2021 e culminata nel maxi blitz del dicembre 2024, quando oltre 100 carabinieri eseguirono gli arresti smantellando il presunto sodalizio. Al centro dell’inchiesta un’organizzazione radicata nel quartiere Salinella, ritenuta in grado di garantire un flusso costante di stupefacenti verso le principali piazze di spaccio cittadine.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe operato con una struttura stabile, con i vertici individuati nella famiglia Leone, incaricata di gestire i collegamenti per l’approvvigionamento della droga da Bari e Brindisi. Una rete di corrieri, vedette e distributori avrebbe poi assicurato la diffusione sul territorio.

Una parte dello stupefacente sarebbe stata destinata anche all’interno della casa circondariale di Taranto, dove veniva introdotta e successivamente rivenduta tra i detenuti.

Le indagini, avviate dal sequestro di circa un chilo di eroina in un immobile riconducibile alla famiglia Leone, hanno consentito di ricostruire un sistema ritenuto stabile e duraturo. Le intercettazioni hanno inoltre evidenziato una gestione familiare e organizzata, capace di proseguire l’attività anche in seguito ad arresti o scarcerazioni.