Dissalatore sul Tara, sequestro dello Spesal nel cantiere
Nuovi sviluppi sul cantiere del dissalatore che prevede il prelievo delle acque dal fiume Tara e la realizzazione della condotta destinata a convogliare l’acqua trattata verso il serbatoio di raccolta a monte. Nelle ultime ore, infatti, lo Spesal avrebbe disposto un sequestro nell’area interessata dai lavori per la posa della tubazione.
A rendere nota la vicenda sono stati Vincenzo Fornaro e Luciano Manna, da tempo impegnati nel monitoraggio delle attività legate al progetto del dissalatore. Secondo quanto riferito, il provvedimento — effettuato ai sensi dell’articolo 354 del codice di procedura penale — riguarderebbe alcune attrezzature presenti nel cantiere.
Il documento che attesterebbe il sequestro sarebbe rimasto affisso nell’area già da alcuni giorni, ma sarebbe stato notato soltanto questa mattina da Vincenzo Fornaro durante una passeggiata a cavallo nella zona.
L’area interessata si trova tra i terreni della masseria Carmine e la pineta della gravina di Mazzaracchio, in un tratto del cantiere dove la nuova tubazione incontra la rete Snam. Oltre al cartello che segnala il sequestro e alla delimitazione dell’area, nella mattinata sarebbero stati osservati anche operatori di una ditta privata impegnati in rilievi ambientali e nel campionamento dei terreni.
La vicenda riaccende così l’attenzione sul progetto del dissalatore del Tara, già al centro di contestazioni e preoccupazioni da parte di cittadini e associazioni del territorio. Manna e Fornaro ribadiscono infatti le proprie perplessità sull’impatto dell’opera, definita “invasiva” nei confronti della macchia mediterranea, un ecosistema che — sostengono — risulta già fortemente compromesso dalle attività industriali presenti nell’area.
Secondo gli attivisti, il progetto rappresenterebbe l’ennesimo intervento calato sul territorio senza un reale coinvolgimento della comunità locale. “Si continua a parlare di progresso — sostengono — ma senza valutare fino in fondo l’utilità sociale dell’opera e gli effetti ambientali che essa comporta”.
