Carceri pugliesi al collasso, il SAPPE presenta un esposto
Sovraffollamento vicino al 180 per cento, carenza di personale e condizioni di lavoro insostenibili: il sindacato chiede alla magistratura di accertare eventuali responsabilità
La crisi delle carceri pugliesi approda all’attenzione della magistratura. Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria ha depositato il 28 luglio un esposto di sedici pagine presso la Procura della Repubblica di Taranto, chiedendo di verificare le condizioni degli istituti penitenziari e di accertare eventuali responsabilità.
Il documento, predisposto con il supporto dell’avvocato Fabrizio Lofoco, rappresenta, secondo il SAPPE, la prima iniziativa giudiziaria di questo tipo promossa dal sindacato. Esposti analoghi saranno presentati anche alle procure di Lecce, Brindisi, Bari, Trani e Foggia.
La scelta di rivolgersi all’autorità giudiziaria arriva dopo anni di proteste, manifestazioni, scioperi della fame, flash mob e appelli indirizzati al Ministero della Giustizia, al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e alle istituzioni regionali e locali. Iniziative che, denuncia il sindacato, non avrebbero prodotto interventi risolutivi.
Al centro dell’esposto c’è innanzitutto il sovraffollamento. Secondo i dati riportati dal SAPPE, negli istituti pugliesi il tasso di affollamento sarebbe vicino al 180 per cento, nettamente superiore alla media nazionale.
Una situazione che renderebbe sempre più difficile garantire ai detenuti spazi adeguati, condizioni dignitose e il rispetto degli standard previsti dalla normativa. Il sovraffollamento avrebbe inoltre prodotto risarcimenti economici a carico dello Stato, già segnalati dal sindacato alla Corte dei Conti per la valutazione di un possibile danno erariale.
Nell’esposto vengono richiamate anche presunte violazioni dei principi costituzionali, delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e delle disposizioni derivanti dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo.
Alla presenza eccessiva di detenuti si aggiunge una grave carenza di personale. Mancano agenti di Polizia Penitenziaria, educatori, assistenti sociali e operatori sanitari. Una combinazione che, secondo il SAPPE, comprometterebbe non soltanto la sicurezza degli istituti, ma anche il percorso rieducativo della pena previsto dall’articolo 27 della Costituzione.
Particolarmente difficili sarebbero anche le condizioni di lavoro degli agenti, costretti a turni prolungati ben oltre l’orario ordinario, con conseguenze sulla salute, sulla sicurezza e sulla possibilità di garantire un controllo adeguato delle sezioni detentive.
Il sindacato segnala inoltre difficoltà nell’assistenza sanitaria, soprattutto per i detenuti affetti da disturbi psichiatrici, l’esposizione del personale al fumo passivo e le temperature elevate raggiunte durante l’estate in numerosi reparti.
“La situazione delle carceri pugliesi è ormai insostenibile”, sostiene il SAPPE, che attraverso l’esposto chiede alla magistratura di verificare le criticità denunciate e di individuare eventuali responsabilità.
L’obiettivo dichiarato è richiamare le istituzioni alla necessità di interventi strutturali, capaci di ridurre il sovraffollamento, rafforzare gli organici e garantire condizioni adeguate di assistenza, sicurezza e vivibilità.
“Vogliamo assicurare il rispetto della legalità, della dignità dei detenuti e dei diritti della Polizia Penitenziaria”, conclude il sindacato.


