Malagò, respinta la richiesta di archiviazione: la presidenza della FIGC torna in bilico
La posizione di Giovanni Malagò alla guida della FIGC torna sotto i riflettori. La Procura generale dello Sport ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura federale sul caso del mancato tesseramento del presidente al momento della candidatura.
L’indagine riguarda un possibile vizio formale nell’elezione di Malagò, avvenuta lo scorso 22 giugno. Secondo lo Statuto della FIGC, infatti, chi aspira a ricoprire una carica federale deve essere regolarmente tesserato alla data di presentazione della candidatura. Un requisito che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, Malagò non avrebbe posseduto.
Il procuratore generale dello Sport Ugo Taucer ha quindi chiesto ulteriori chiarimenti e argomentazioni al procuratore federale Giuseppe Chinè, che aveva proposto l’archiviazione del fascicolo. La vicenda resta dunque aperta e potrebbe arrivare all’attenzione degli organi federali e del CONI. Adnkronos
Sul tavolo c’è anche l’ipotesi più pesante: la decadenza di Malagò dalla presidenza della Federcalcio. Uno scenario ancora tutto da definire e che, qualora si concretizzasse, potrebbe aprire una lunga battaglia davanti agli organi della giustizia sportiva e amministrativa.
Le conseguenze non riguarderebbero soltanto gli equilibri al vertice della FIGC. L’eventuale uscita di scena di Malagò potrebbe rimettere in discussione anche alcuni dossier delicati, tra cui quello delle multiproprietà. La famiglia De Laurentiis, proprietaria del Napoli e del Bari, punta da tempo a ottenere una proroga o una revisione delle regole attuali, che impongono di risolvere la compresenza dei due club entro il 30 giugno 2028.
Il destino della presidenza federale resta quindi sospeso. La richiesta di archiviazione è stata respinta, ma al momento non è stata adottata alcuna decisione sulla permanenza di Malagò alla guida della FIGC. La partita, sportiva e giudiziaria, è appena cominciata.

