UILTrasporti chiede la revoca di Nacci da Kyma Ambiente: «Verificare conflitti d’interesse e cause ostative»
La UILTrasporti Taranto ha chiesto la revoca dell’incarico di Gaetano Nacci ad amministratore unico di Kyma Ambiente, come anticipato a margine dell’incontro tra sindacati e amministrazione comunale avvenuto qualche giorno fa.
Con una nota ufficiale inviata al sindaco Bitetti, il sindacato chiede al Comune una risposta scritta e documentata sulle verifiche effettuate prima della nomina, con particolare riferimento a possibili cause di inconferibilità, incompatibilità o conflitto di interessi.
Al centro della richiesta ci sono i diversi incarichi societari attribuiti a Nacci. Secondo la documentazione richiamata nella nota, al momento della nomina risultava amministratore unico di AMIU S.p.A. di Trani e ricopriva inoltre incarichi in società indicate nel curriculum come appartenenti al gruppo EcoEridania e operanti nel settore dei rifiuti.
UILTrasporti richiama in particolare il tema del termovalorizzatore di Taranto e i possibili rapporti con realtà industriali operanti nello stesso macro-settore. La stessa organizzazione precisa, tuttavia, che la documentazione esaminata non consente di affermare con certezza l’esistenza di una situazione di concorrenza, di conflitto d’interessi o di cause di incompatibilità o inconferibilità: proprio per questo sollecita il Comune a rendere note le verifiche effettuate.
Tra le richieste rivolte all’amministrazione comunale figurano la verifica della completezza delle dichiarazioni rese dall’amministratore, l’indicazione dei controlli preventivi effettuati sui possibili conflitti d’interesse e delle eventuali misure adottate per prevenirli, oltre alla documentazione relativa agli ulteriori incarichi ricoperti.
La nota chiede infine al Comune di attestare documentalmente l’assenza di cause ostative alla nomina e al mantenimento dell’incarico. Pur ribadendo di non voler anticipare giudizi definitivi sulla legittimità della nomina, UILTrasporti conclude chiedendo al sindaco di valutare la revoca immediata del mandato, allo scopo dichiarato di eliminare dubbi sulla trasparenza in una fase già segnata dalla crisi di Kyma Ambiente.
