Ex Ilva, Decaro: “Nessuno si salva da solo”. Giovedì incontro con i sindacati
«Nessuno si salva da solo». Parte da questo messaggio il post del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, sulla crisi dell’ex Ilva di Taranto, dove i lavoratori sono in sciopero per difendere il proprio posto di lavoro e chiedere certezze sul futuro dello stabilimento.
Decaro esprime vicinanza alle maestranze e annuncia un incontro con le organizzazioni sindacali previsto per giovedì in Regione. Intanto, prosegue il confronto con il Governo, al quale la Puglia chiede risposte immediate sia per i lavoratori sia sul futuro industriale dell’acciaieria.
«Abbiamo chiesto risposte nell’immediato per i lavoratori e certezze sul futuro del processo di decarbonizzazione della fabbrica», scrive il governatore, ribadendo la necessità di individuare una strada concreta per rilanciare lo stabilimento.
«Produrre acciaio pulito è possibile»
Per Decaro, il futuro dell’ex Ilva deve passare dalla transizione verso una produzione più sostenibile, senza lasciare indietro chi lavora nello stabilimento.
«Produrre acciaio pulito è possibile. Lo fanno in altri Paesi», sottolinea il presidente, che guarda alla possibilità di realizzare anche a Taranto nuovi impianti, coinvolgendo gli stessi lavoratori nel processo di trasformazione.
Nell’attesa, secondo Decaro, è importante garantire la continuità delle attività che possono proseguire. «L’ex Ilva può e deve continuare a lavorare con le attività produttive del processo a freddo», afferma, indicando anche la necessità di proseguire con la manutenzione e la messa in sicurezza delle aree.
«Il destino dei lavoratori riguarda tutti»
La crisi di Taranto, secondo il governatore, non riguarda soltanto la Puglia. Nel suo intervento cita anche Genova, Novi Ligure, Racconigi, Salerno e Porto Marghera, sottolineando i legami tra i diversi poli industriali italiani.
«È importante che in questo momento tutti conduciamo la stessa battaglia», scrive Decaro, ricordando come per anni Taranto abbia pagato un prezzo elevato in termini di salute e ambiente per garantire la produzione di acciaio destinata all’economia nazionale.
Una situazione che, secondo il presidente, impone di non abbandonare i lavoratori proprio adesso, quando sono in gioco migliaia di posti di lavoro e il futuro economico di un intero territorio.
«Con la sola cassa integrazione crolla il sistema economico»
Tra i punti più delicati c’è quello occupazionale. Decaro richiama il destino di circa 20 mila persone e avverte che la sola cassa integrazione non può rappresentare una soluzione alla crisi.
«Con la sola cassa integrazione crolla il sistema economico e sociale della città», afferma, evidenziando il rischio di compromettere un settore considerato strategico per l’Italia.
L’attenzione è ora rivolta al decreto che il Governo sta preparando. Da quel provvedimento la Regione si aspetta risposte concrete per Taranto, per i lavoratori e per il futuro produttivo dell’ex Ilva.
Il messaggio finale del governatore è un appello alla responsabilità comune: «Nessuno si salva da solo. Non quando la posta in gioco è così alta». Una crisi che, conclude Decaro, non può essere affrontata lasciando sole le città e le migliaia di persone che dipendono dal futuro della siderurgia italiana.


