Stadio Iacovone, la giunta boccia la proposta Ladisa: ecco il perché
La giunta guidata dal sindaco Piero Bitetti ha dichiarato non rispondente all’interesse pubblico la proposta di partenariato pubblico-privato presentata dalla società del gruppo Ladisa, proprietaria del Taranto Calcio, per la gestione dello stadio “Erasmo Iacovone” e degli altri impianti sportivi della Salinella.
La decisione arriva al termine di un confronto avviato a marzo e proseguito nei mesi successivi. La prima proposta, incentrata esclusivamente sullo stadio e sulle opere a esso direttamente collegate, era stata ritirata ad aprile dopo i primi rilievi del Comune. Tra le criticità evidenziate figuravano la richiesta di un contributo pubblico di 16,5 milioni di euro in 30 anni, la manutenzione straordinaria a carico dell’ente e l’assenza di garanzie sull’utilizzo dell’impianto da parte del Taranto Calcio.
Ad agosto il progetto è stato ripresentato con un perimetro più ampio, includendo la gestione di altri impianti della Salinella, un campus polifunzionale e un parcheggio interrato nel quartiere Borgo. Una revisione che, secondo l’amministrazione, ha aggravato le criticità, tra procedure di gara già in corso, ulteriori oneri economici per il Comune e tariffe d’uso potenzialmente troppo elevate per la società calcistica. Anche l’ultimo aggiornamento, arrivato a fine settembre, non ha risolto i problemi riscontrati.
La bocciatura si fonda principalmente su quattro aspetti: l’errata distribuzione dei rischi contrattuali, l’esposizione finanziaria dell’ente, il rischio di compromettere la funzione sociale dello stadio e l’interferenza con le procedure già avviate per gli altri impianti sportivi.
La delibera, tuttavia, non chiude il dialogo con il gruppo Ladisa né con altri eventuali operatori interessati. L’amministrazione definisce infatti nuove linee guida per una futura proposta, tornando all’impostazione originaria: la gestione dovrà riguardare principalmente lo stadio Iacovone e le opere a esso funzionalmente e fisicamente collegate. Gli altri interventi dovranno seguire procedure separate.
Il concessionario potrà valorizzare economicamente l’impianto attraverso incassi, pubblicità, bar ed eventi non sportivi. Il Comune potrà eventualmente riconoscere un contributo immobiliare o una riduzione del canone, fino a 150mila euro annui, ma non sono ammessi contributi per spese correnti. La manutenzione straordinaria resterà interamente a carico del concessionario, che dovrà inoltre garantire l’accessibilità dell’impianto e tutelarne il valore sociale, assicurandone prioritariamente l’utilizzo al Taranto Calcio.
La linea dell’amministrazione è dunque chiara: nessuna chiusura a nuovi progetti, ma condizioni più rigorose per tutelare le risorse pubbliche, lo sport e il futuro dello stadio Iacovone.
