ABUSIVISMO A TARANTO, COMMERCIANTI ESASPERATI

A Taranto il fenomeno dell’abusivismo commerciale è ormai fuori misura.
Nelle aree pedonali del Borgo, soprattutto nelle vie D’Aquino e Di Palma la vendita di merce contraffatta, è talmente diffusa e radicata da ingenerare un danno economico che incide in modo diretto sulle vendite in termini di concorrenza commerciale e più in generale causa una svalutazione di queste vie urbane del commercio. Non diversamente per quanto riguarda il settore della somministrazione di alimenti e bevande che deve misurarsi con attività improvvisate che, pur contravvenendo a numerose norme amministrative, operano liberamente nell’area del Borgo ed in particolare al Lungomare Vittorio Emanuele.
Il presidente provinciale di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande, a tal proposito sollecita il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, e l’assessore allo Sviluppo Economico, Valentina Tilgher, a voler prestare la dovuta attenzione alla richiesta di legalità che viene dalle attività del commercio, del turismo e dei servizi che proprio in questi ultimi giorni hanno vibratamente espresso – attraverso le proprie rappresentanze di categoria- il malessere delle imprese. Nella provincia di Taranto nel primo trimestre del 2018, 304 imprese commerciali hanno cessato l’attività contro le 230 del 2017 nel settore del commercio, di cui 107 su 58 dell’anno precedente nella sola città di Taranto.
La categoria di Federmoda Taranto in una lettera all’indirizzo del presidente Giangrande, all’indomani della festività del santo patrono, ha duramente condannato l’atteggiamento delle forze dell’ordine che pur presidiando le aree del centro città, non intervenivano per fermare la vendita illegale di merce contraffatta. Il fenomeno delle vendite di prodotti taroccati e del degrado urbano che ne deriva sta inducendo tra l’altro i brand importanti della moda a ritenere poco appetibili gli investimenti nella città di Taranto, e a rivolgere altrove i propri interessi. Nel caso delle due citate vie si tratterebbe di presidiare solo poche decine di metri per poche ore al giorno- dalle 18.00 alle 22.00- e non è pensabile che coordinando una azione congiunta tra tutte le forze dell’ordine non si riesca a tenere sotto controllo l’area.
Stesso discorso per il settore della somministrazione anch’esso in stato di allerta, come è stato più volte segnalato ed anche recentemente dai presidenti delle due categorie Fipe Bar, Francesca Intermite, e Fipe Ristorazione, Giampiero Laterza. In particolare al Lungomare si continua a registrare la presenza di attività che violano sistematicamente le norme igienico- sanitarie, di pubblica sicurezza e tributarie. Dopo un primo clamoroso intervento effettuato dalla Amministrazione all’atto del suo insediamento, gli abusivi hanno ripreso pieno possesso dell’area.
Insomma una città dove il commercio cammina su due strade parallele, quello legale sistematicamente sottoposto ai controlli e alle sanzioni, e quello illegale, tutelato dal salvacondotto della tolleranza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *