ACCOGLIENZA MIGRANTI: ASL TARANTO IN PRIMA LINEA

Mercoledì mattina la ASL di Taranto si è prontamente attivata per affiancare Prefettura e Comune nella gestione delle operazioni di accoglienza della Ocean Viking, attraccata al molo San Cataldo di Taranto, con 403 persone soccorse nel Mediterraneo.
La macchina della ASL si è messa in moto a partire già da martedì, non appena alla Ocean Viking è stato assegnato Taranto come porto sicuro per lo sbarco dei migranti: sono stati allertati il 118, i medici e il personale dei presidi sanitari e i mediatori culturali del progetto F.A.R.I. per la gestione dell’accoglienza dei 216 uomini, 38 donne e 149 bambini a bordo della nave di SOS Mediterranee e Medici Senza Frontiere.
Il personale del 118 ha preso in carico i migranti sbarcati, individuando le persone che necessitavano di cure o di un percorso di maggior tutela. C’erano numerose persone, soprattutto donne e bambini, con ustioni da idrocarburi, poiché durante il viaggio nei gommoni erano stati in contatto con benzina e acqua di mare. Il personale del 118 è stato eccellente, curando laddove possibile tali problematiche direttamente al molo, senza sovraccaricare il Pronto Soccorso del SS. Annunziata.
Tra i migranti, 132 minori non accompagnati, complessivamente in buone condizioni, alcuni di essi però sono stati accompagnati in ospedale per accertamenti e successivamente dimessi.
C’erano anche 12 donne incinte e 6 donne per le quali è stato attivato il “Codice rosa”, il percorso di accoglienza dedicato alle vittime di violenza. Dopo una prima assistenza in loco, sono state accompagnate al P.O. Centrale SS. Annunziata, dove hanno potuto usufruire dei servizi e degli esami strumentali necessari per la situazione di ognuna.
Per un uomo, che aveva manifestato durante il soccorso uno stato di forte agitazione, si temevano possibili problemi psichiatrici ma gli accertamenti e i colloqui condotti dal personale del Dipartimento Sanità Mentale hanno escluso qualunque patologia.
Al momento del primo soccorso, in una coppia di origine somala sono stati riferiti i sintomi della tubercolosi: la donna, 25 anni, era asintomatica e in terapia antitubercolare da oltre tre settimane; l’uomo, della stessa età della moglie, è stato valutato per la riferita tosse ma l’esame clinico obiettivo e la radiografia del torace sono risultati negativi per acuzie e quindi è stata consigliata profilassi adeguata.
Per tutta la giornata, durante le operazioni di soccorso e cura, i sanitari sono stati supportati dai mediatori culturali del progetto F.A.R.I., che lavorano nelle strutture delle ASL di Taranto, Brindisi e Lecce per facilitare l’accesso ai servizi socio sanitari di migranti, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. F.A.R.I. è il progetto finanziato dal Fondo PON Legalità 2014-2020 che vede ASL Taranto come soggetto capofila, in partenariato con le ASL di Brindisi e Lecce e con l’associazione Camera a Sud, che coordina le attività di mediazione e formazione.
“Ringrazio tutti gli operatori per il gran lavoro svolto – ha dichiarato l’avvocato Stefano Rossi, Direttore Generale della ASL Taranto – Ancora una volta hanno dimostrato la loro professionalità e la loro capacità di lavorare bene anche in condizioni di emergenza grazie a una grande collaborazione e integrazione tra tutti i professionisti coinvolti.”

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