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ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA FERRIERA DI SERVOLA

ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA FERRIERA DI SERVOLA
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“Ignorati, penalizzati, blanditi con promesse irrealizzate. Siamo stanchi di constatare che in altri territori lo scenario industriale si può modificare radicalmente, mentre Taranto resta indietro”.
Così il Presidente della Camera di commercio di Taranto commenta la notizia dal raggiunto Accordo di Programma per l’area della Ferriera di Servola, sottoscritto il 27 giugno dal Ministro dello Sviluppo Economico.
“C’è una disparità di trattamento che non è più tollerabile. Sono anni che chiediamo una cambiamento deciso del modello; mesi che, come Istituzioni locali, cerchiamo una interlocuzione diretta con il Ministro Patuanelli e con il Governo sulla questione Ilva. Ovviamente ci congratuliamo con Trieste per l’eccezionale risultato ottenuto, ma questo Accordo, se messo in parallelo a decenni di mancato ascolto del nostro territorio, aumenta la nostra frustrazione e non solo – prosegue Sportelli. Lì si attiva una leva di sviluppo importante che coinvolge anche la logistica, si ascoltano i cittadini, si mettono le Istituzioni al tavolo con il Ministero, si guarda ad un futuro di sostenibilità e riconversione con uno strumento attuativo di grande efficacia. E Taranto? Taranto non merita neanche una risposta”.
Secondo il Presidente dell’Ente camerale ionico, il problema dell’area tarantina viene aggirato, senza mai arrivare al punto focale. E il punto è la siderurgia: “Contratto di sviluppo e Cantiere Taranto potrebbero essere, se finalmente avviate, operazioni di sicuro rilievo, ma su Ilva è in atto un’operazione di rimozione dei problemi che sfiora il surreale. Ogni nostra argomentazione si scontra con un vero e proprio muro di gomma che ci impedisce di compiere il salto necessario, di decidere e realizzare ciò che è meglio per il nostro territorio e persino di sapere cosa il Governo sta contrattando con Arcelor Mittal. Sia chiaro – conclude Sportelli, bene ha fatto il Ministro Patuanelli a lavorare così intensamente per la sua città natale e per rivederne il cielo limpido. Ma mi aspetto che agisca nello stesso modo per il cielo di Taranto, per le sue imprese e per i cittadini, per il futuro della nostra economia. L’Accordo di Trieste dimostra che non c’è nulla di irrisolvibile se affrontato in modo condiviso ed inclusivo, ascoltando le istanze delle Istituzioni locali e degli stakeholder, e rispettando la legittima volontà di autodeterminazione dei territori. È ora che questo cambio di paradigma si attui anche per Taranto”.

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