ACCUSATO DELL’OMICIDIO DELLA MADRE, DA OLTRE UN MESE IN OSPEDALE

Un caso quello sollevato dal sindacato della Polizia Penitenziaria in una nota stampa a firma di Federico Pilagatti che scrive: “Da più di un mese e mezzo un detenuto tarantino, accusato di aver strangolato la madre con le mani, invece di essere rinchiuso presso strutture penitenziarie che ormai non esistono più,(parliamo dei manicomi giudiziari) viene piantonato (nell’arco di un giornata da circa 12 poliziotti penitenziari) presso l’ospedale di Taranto.
Sembra – scrive Pilagatti – che lo abbiano “dimenticato” in ospedale non sapendo cosa farne propria per mancanza di posti in strutture adeguate.
E così- prosegue il leader del sindacato della Polizia Penitenziaria – ancora una volta a rimetterci è la polizia penitenziaria già in enorme affanno a causa della grave carenza organica (circa 70 unità) che deve sobbarcarsi tale piantonamento con enorme spreco di uomini, nonostante il carcere di Taranto sia ai livelli minimi di sicurezza proprio per la carenza di personale.

Il SAPPE ritiene che la persona in questione che non può nemmeno considerarsi detenuto visto che non ha mai varcato l’ingresso del carcere , debba essere al più presto trasferito dall’ospedale presso un centro carcerario adeguato per trattare la patologia.

Purtroppo i manicomi psichiatrici non ci sono più sostituiti dalle REMS, e sezioni psichiatriche all’interno di qualche carcere(Lecce in Puglia che deve ancora aprire) che non soddisfano minimamente le necessità più impellenti.

Siamo convinti che che quest’uomo sia rimasto “dimenticato” nell’ospedale di Taranto poiché la sua difficile collocazione non permette tempi brevi, e comunque non è un problema della società ma della polizia penitenziaria relegata ormai, a sorvegliare la “discarica umana” quale è il carcere, in cui mandare tutti quelli a cui la società non riesce a dare nessuna risposta(pazzi, tossico dipendenti, malati cronici, immigrati ecc.).”

Federico Pilagatti, segretario nazionale SAPPE

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