ACQUA PIOVANA ROSSA, L’AZIENDA SPIEGA

La ASL Taranto paga una penalizzazione storica quantitativa e qualitativa, per errori di valutazione (carichi di lavoro e piante organiche) e per mancata istituzione di servizi . E’ quanto scrivono in un’interrogazione al ministto della Salute i parlamentari Pelillo e Vico.

I piani di riordino precedenti prevedevano reparti e Unità Operative per il pubblico e per il privato, il privato li ha realizzati, nel pubblico non sono mai stati avviati. Con il Piano di Riordino 2016 il quadro che si definisce è il seguente :
600 posti letto in meno ( lo standard nazionale è 3,7p.l. per ogni 1000abitanti, la Regione Puglia è indirizzata verso il 3,4. Intanto a Bari [1milione200mila abitanti] sono previsti 4.433 posti letto pari al 37,6xmille, a Taranto [560mila abitanti] sono previsti 1161 posti letto pari allo 0,29xmille abitanti)
2000 occupati in meno nella ASL Taranto. Proseguono Pelillo e Vico.
Ne consegue un gap per carenza di risorse in termini di assistenza e qualificazione futura con prevedibile impossibilità a rientrare negli standards. In particolare l’impossibilità di rientrare nei termini previsti dalla legge di stabilità 2016 :
Scostamento tra COSTI (rilevati nel modello ministeriale CE consuntivo) e RICAVI (determinati come remunerazione dell’attività) pari o superiore al 10% dei ricavi o, in valore assoluto, pari ad almeno 10 milioni di euro; economici . (LEGGE DI STABILITÀ 2016).

Il piano di riordino ha come obiettivi :
“La ratio della legge è quella di ricondurre le strutture ospedaliere dentro un regime gestionale che coniughi efficienza economica, alti volumi, adeguata qualità e la migliore sicurezza delle cure.”
In particolare l’ Efficienza economica ( rispetto degli standards e dei volumi) pone tra gli indici di verifica lo Standard relativo alla degenza media : meno di 7 giorni di degenza per i ricoveri ordinari.

La delibera della Giunta Regionale sintetizza il DM 70/15, in particolare :
“individuazione dei fabbisogni di prestazioni ospedaliere, ai fini della ridefinizione della rete ospedaliera dei letti per acuti e postacuti, con individuazione analitica del numero dei posti letto suddivisi per struttura, disciplina; ..”
“Aumento del numero di posti letto ospedalieri per postacuti per l’adeguamento agli standard nazionali al fine di migliorare la qualità dell’assistenza offrendo al paziente la giusta intensità di cura per le sue condizioni cliniche e la presa in carico globale; …”

Il Piano di riordino approvato dalla Giunta Regionale penalizza la ASL Taranto ed il Presidio Ospedaliero di 2° livello SS. Annunziata – Moscati per quanto attiene i posti letto per acuti ( vedi Pneumologia ) e soprattutto per quanto attiene i posti letto postacuti.

Non è possibile rientrare negli standard senza un percorso assistenziale completo che gestisca le dimissioni ordinarie e le dimissioni protette rendendo disponibili e posti per le acuzie e per l’emergenza.
Le lungodegenze non rientrando nello standard delle degenze ( 60 gg. di degenza come limite massimo) rappresentano l’area ideale di postacuzie.

Nella ASL Taranto sono previsti per la lungodegenza 24 posti letto : 12 pl a Martina F. e 12 pl a Manduria. Questa previsione è certamente utile per il bacino d’utenza di questi ospedali ma non tiene conto della città di Taranto e del Polo Occidentale. Infatti la lungodegenza, indispensabile per i pazienti e le famiglie fragili ed in difficoltà, non è prevista per l’Ospedale di 2° livello di Taranto con bacino d’utenza maggiore di 300.000 abitanti ( Taranto e comuni limitrofi e del P.O. di I° livello di Castellaneta , con bacino d’utenza di circa 120.000 abitanti. Ne deriva che la gran parte della provincia di Taranto, quella più colpita a livello ambientale ed in crisi economica, non ha una dotazione sufficiente di posti letto di lungodegenza.
Nelle ASL confinanti , che dovrebbero costituire la futura macroASL, il Perrino di Brindisi concentra 20 p.l.; il Fazzi di Lecce è dotato di 24 p.l. ; tutta la ASL Lecce 158 p.l. ( Nell’insieme un ospedale diffuso che salvaguarderà il raggiungimento degli standard ed eviterà la gestione controllata) .

Il S. Marco di Grottaglie è riconvertito da H-ASL( plesso di II livello) a PPA ( riabilitazione postacuzie) . Viene eliminata l’unica lungodegenza del POC di II livello SS Annunziata –Moscati riducendo fortemente la possibilità di dimissioni protette per quei pazienti che necessitano di ulteriore periodo di cure o che sono in attesa di un posto in RSA/RSSA , e che soprattutto non sono nelle condizioni di avviare una riabilitazione nel PPA.. Questa amputazione non tiene conto dei dati epidemiologici medici e sociali che affliggono la terza città più popolosa dell’Italia Meridionale peninsulare, e della improponibilità per i malati fragili di essere collocati , ove vi fosse posto, presso presidi ospedalieri distanti oltre il prevedibile dalla propria famiglia.

Le stesse Reti Cliniche che “devono integrare l’attività ospedaliera per acuti e postacuti con l’attività territoriale…” . In particolare , la Rete delle emergenze cardiologiche, Rete ICTUS, Rete Traumatologica ecc. … . non potranno essere funzionali per l’affollamento. La carenza di posti letto renderà impossibile il completamento dei PDTA e la completa presa in carica con dequalificazione e paralisi delle reti.
L’affollamento che si registra da anni , con una gestione dirigenziale che ha come unico rimedio il blocco dei ricoveri per l’elezione e l’imposizione dei ricoveri in bis ed extra locati ( in altri reparti) continuerà a ridurre sempre di più l’attrattiva , la qualità dell’accoglienza e della presa in carica rendendo improbabile il rientro negli standard ottimali dei volumi ( DM 70/2015.) e caricando sulle responsabilità individuali di medici e personale infermieristico le carenze gestionali.
L’allungarsi della degenza ha come conseguenza lo sforamento degli standard :
aumento del turnover (>100%)
aumento della degenza media (> 7 gg.)
anomala occupazione dei posti letto (> 100%).

Come unica possibilità operativa proponibile Il S. Marco di Grottaglie deve conservare oltre alle riabilitazioni specialistiche assegnate la medicina-postacuzie e la lungodegenza (con i servizi previsti) , gestite per intensità delle cure in rete con il P.O.C.
A differenza di quanto indicato in tutti i piani regionali deliberati sino al 2015, nel Piano di Riordino Pugliese 2016 nella sanità Jonica pubblica della Asl di Tranto, non sono più previste Pneumologia e Chirurgia Toracica.
Vengono attribuiti ai privati i 37 posti letto di Pneumologia.
Scompare definitivamente la Chirurgia Toracica che prevede posti letto a Foggia ( 12 + 10), Bari (24+16+8), Lecce (20), predeterminando i futuri HUB delle macroASL.

Taranto è l’unica ASL in Puglia priva di pneumologie pubbliche.
Il SS Annunziata-Moscati è l’unico Presidio Ospedaliero di 2° livello in Puglia privo di Pneumologia Ospedaliera.
Nella provincia di Bari sono previsti 109 p.l.. Tutti gli Ospedali di II livello sono dotati di Pneumologia
A Brindisi il Perrino 20 p.l. + 20 Ostuni.
Nella BAT Barletta 12 pl
Foggia 50 p.l. + 12 p.l.
Lecce 30 p.l. + 12 + 18.

Il Danno Ambientale di Taranto e provincia merita ben altro riconoscimento e risarcimento.
Le malattie acute e croniche respiratorie e la patologia oncologica toracica si manifestano a Taranto con percentuali tra le più alte in Italia.
La pneumologia di un ospedale di II livello è anche UTSIR ( unità di terapia semiintensiva respiratoria) fondamentale per assistere i pazienti che giungono dal Pronto Soccorso e dalla Rianimazione con cui collabora nella presa in carico delle insufficienze respiratorie gravi. Rappresenta elemento insostituibile della rete Urgenza-Emergenza. La pneumologia è anche Servizio di Broncoscopia interventistica, necessaria alla tipizzazione delle lesioni polmonari e alla successiva terapia oncologica. E’ fisiopatologia respiratoria, è necessaria alla valutazione dei pazienti critici chirurgici e della rianimazione.
Non è concepibile che un P.O. di II livello non sia dotato di quanto necessario ai percorsi dell’urgenza respiratoria acuta o riacutizzata ; e che non possa completare l’iter diagnostico delle neoplasie polmonari.
La cancellazione della Pneumologia Pubblica e la scomparsa dai programmi della Oncoematologia pediatrica meritano la conoscenza delle motivazioni che hanno portato la Regione a definire questo progetto di marginalizzazione della sanità jonica, dal momento che nessun tipo di consultazione territoriale è stata attivata dalla stessa Regione Puglia.

Vico pertanto Chiede
Se il Ministro è a conoscenza della situazione descritta e del Piano di Riordino Pugliese 2016 afferente la ASL di Taranto, quali iniziative intende assumere per fronteggiare le emergenze sanitarie ed ambientali ed assicurare i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per Taranto e Provincia .

Vico Ludovico
Pelillo Michele

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