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AMBIENTE, LEGALITA’, ETICA’ PER VOLTARE PAGINA VERSO IL CAMBIAMENTO

AMBIENTE, LEGALITA’, ETICA’ PER  VOLTARE PAGINA VERSO IL  CAMBIAMENTO
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I temi della legalità e dell’etica alla base delle politiche di tutela dell’ambiente. E’ questo il punto che vede piena sintonia tra due mondi con livelli di competenza e responsabilità diversi, ma accomunati dallo stesso obiettivo, dalla stessa visione di futuro: voltare pagina, creare le condizioni del cambiamento perché vi sia sviluppo economico e sociale.

Ecco, su questo punto Annalisa ADAMO, neo assessora all’Ambiente ed alla Legalità e Leonardo GIANGRANDE, presidente provinciale di Confcommercio Taranto, hanno totalmente convenuto che non può esservi giusta crescita del territorio se non si pongono le condizioni per un nuovo modello di sviluppo sostenibile che garantisca la tutela della ambiente e la salute e la vita dei cittadini.

Qualche giorno fa, un incontro di conoscenza, tra la neo assessora del Comune di Taranto ed un gruppo di dirigenti Confcommercio che è servito non solo a porre le basi di una collaborazione tra l’Amministrazione comunale e l’associazione, ipotizzando la possibilità di avviare iniziative congiunte soprattutto per quanto concerne il discorso della raccolta rifiuti, ma a ragionare anche di una ‘Taranto diversa’ dove economia ed etica facciano rete con ambiente.

“Le immagini di pochi giorni fa di una Taranto avvolta da una tempesta di polveri rosse è scioccante, ed è – commenta il presidente Giangrande- tanto più grave se si pensa che sono stati innalzati dei mostruosi sarcofagi che hanno cambiato lo skyline della città e che sono visibili da qualsiasi punto di osservazione e che in questi giorni, come avevamo temuto, hanno mostrato tutta la loro inadeguatezza. Nelle ore successive all’incontro abbiamo letto le dichiarazioni dell’assessora Adamo e del sindaco Melucci, e ne condividiamo la posizione.

La mancata realizzazione delle misure ambientali ed il ritardo accumulato per il completamento della copertura parchi mostra la grave colpevolezza dello Stato, incapace di scelte compiute nonostante i 12 decreti abbiano dilatato i tempi delle bonifiche e degli interventi ambientali.
Dopo anni, si ipotizza ancora che Taranto possa produrre acciaio andando avanti con il ciclo integrale alimentato a carbone, imponendo ai Tarantini di vivere ne più e ne meno che in una situazione di allerta costante, proprio come al tempo di una pandemia. Fa bene il Sindaco a pretendere che lo Stato, in merito all’ex Ilva, assuma una decisione sostenibile per la salute e la vita dei Tarantini”