ANCE TARANTO, L’INTERVENTO DEL NEO PRESIDENTE DE BARTOLOMEO

Assumo la presidenza dell’ANCE di Taranto in questa strana estate, alle prese con la ripartenza delle nostre attività imprenditoriali, e con le giuste aspettative per i nuovi scenari aperti dai provvedimenti di emergenza varati in queste ultime settimane con lo scopo di favorire la ripresa dell’economia ed in particolare del nostro settore.
Come ANCE, proseguendo nel nostri impegno, non possiamo in alcun modo distrarci ed anzi, oggi più che mai abbiamo il dovere di cogliere il senso di tutte le trasformazioni importanti che stanno investendo il settore, sostenendo le nostre imprese ed accompagnandole verso tutti il cambiamenti che i nuovi scenari – normativi, tecnologici e sociali – richiederanno.
Le costruzioni restano un settore su cui poggiare la ripartenze economica, in special modo nella nostra provincia in cui tanto abbiamo da fare sul fronte della riqualificazione ambientale ed energetica, su quello della rigenerazione e valorizzazione degli asset territoriali.
Restiamo un settore, però, che impatta fortemente sulla pubblica amministrazione, tanto nel pubblico quanto nel privato.
Ed allora per ripartire, a Taranto come nel paese, occorre fare lo sforzo di rimuovere il macigno della burocrazia che pesa sulle nostre imprese e ricostruire quella capacità amministrativa indispensabile per far ripartire gli investimenti, pubblici e privati. L’attuale DL Semplificazioni, insieme ad alcune misure positive – ad esempio in materia di danno erariale e di impegno per la riconfigurazione dell’abuso d’ufficio – sembra introdurre, fino al 2021, una vera e propria deregulation che, non ci nascondiamo, rischia di alterare profondamente la concorrenza e la trasparenza nel mercato dei lavori pubblici.
Da stime ANCE, questa deregulation riguarderà opere pubbliche per un valore di 94 mld, un mercato enorme, ed impatterà in maniera importante anche sul nostro territorio interessato, nei prossimi mesi, dagli interventi del CIS e delle altre programmazioni avviate e destinate, come ci auguriamo, a trasformarsi presto in cantieri. Abbiamo da tempo avviate le necessarie interlocuzioni con il Comune di Taranto, tra gli attuatori principali delle tante opere previste soprattutto in ambito di rigenerazione urbana, ed altrettanto abbiamo fatto e continueremo a fare con tutti gli enti territoriali e le altre stazioni appaltanti del territorio. L’obiettivo sarà quello di far sì che le nostre imprese, come ad esempio previsto dall’art. 9 del CIS, possano attivamente prendere parte alla competizione e contribuire a realizzare, con le filiere territoriali, le opere programmate. Spendere, anche se in fretta, non basta. Occorre farlo con la presenza dell’economia del territorio al fine di massimizzare l’effetto della spesa ed incrementare livelli produttivi ed occupazione del nostro sistema imprenditoriale.
Sarà importante accelerare sul fronte della progettazione, principale problema delle nostre amministrazioni, e su questo fronte come ANCE continueremo ad offrire tutta la collaborazione tecnica necessaria affinché le risorse arrivino sul territorio e vengano spese il più rapidamente possibile. Perché sappiamo, e lo abbiamo più volte ripetuto ai decisori pubblici, che i problemi e gli intoppi stanno per la gran parte a monte della gara e che intervenire solo su questa fase potrebbe rivelarsi non solo inutile ma anche pericoloso per la tenuta delle nostre imprese.
Ci sono importanti misure sul fronte dell’edilizia ma mancano i giusti sostegni alla rigenerazione urbana, a quegli interventi più complessi che vanno oltre la scala del singolo immobile e che continuano a non decollare, scontando ritardi normativi, amministrativi e finanziari. Con l’Amministrazione comunale di Taranto, impegnata con importanti investimenti pubblici su questo fronte, continueremo a dialogare per costruire insieme quelle convenienze che ci consentano finalmente di affiancare all’intervento pubblico anche quello privato, indispensabile per dar corpo e gambe alle politiche urbane di rigenerazione.
Per la Città Vecchia di Taranto, grazie all’intenso lavoro di pianificazione compiuto dall’Amministrazione e all’importante dotazione finanziaria a disposizione, è arrivato il momento della svolta e quella che fino a ieri pareva una scommessa impossibile ora si appresta a diventare concreta realtà. Come ANCE sono anni che ci misuriamo con questa sfida, che per noi non è mai stata solo imprenditoriale ma prima di tutto culturale, segno di appartenenza alla comunità ed impegno a fare impresa con l’orgoglio di provare a restituire alla città i suoi valori identitari, la bellezza della sua storia. Noi ci siamo e ci saremo. Ci vorrà del tempo, certo, ma l’attuale clima fattivo rappresenta la base indispensabile per far germogliare iniziative e progetti.
Cercheremo, per il rilancio del settore privato, di tenere d’occhio l’immediato presente e di sollecitare ai Comuni l’adozione di tutte le misure necessarie, fiscali ed urbanistiche, al fine di agevolare la riprese dell’edilizia privata.
C’è poi la sfida principale da vincere, quella della messa in sicurezza e riqualificazione energetica di un patrimonio immobiliare per buona parte edificato decenni addietro, dunque vetusto e non adeguato ai moderni criteri dell’abitare. Il DL Rilancio, con i superbonus al 110%, ci offre una occasione unica di intervenire massicciamente sul costruito delle nostre città ma occorre costruire, ed è questo quello che come ANCE stiamo facendo, la giusta rete di intese e collaborazioni tra tutti i soggetti – imprese, professionisti e tecnici, finanza – affinchè la domanda possa affidarsi ad interlocutori qualificati, operanti come sistema, in grado dunque di dare certezza e tranquillità alle operazioni che si metteranno in campo.
Formazione, digitalizzazione, contrasto al lavoro irregolare ed affermazione dei valori della legalità e della sicurezza sul lavoro come fondamenta della competizione, internazionalizzazione, sostegno al comparto dell’edilizia industriale colpita dal fallito riassetto della grande industria, sono questi gli ulteriori temi che ci vedranno impegnati nei prossimi mesi, con l’intento di stare sempre e comunque dalla parte delle imprese nella convinzione che dal loro rilancio passa il riscatto che tutti inseguiamo.
Abbiamo molto lavoro da fare e lo faremo nella convinzione che volgere lo sguardo indietro, ad una crisi decennale che mille e mille volte abbiamo analizzato e raccontato, non serve a nulla. Il passato non ritorna, le turbolenze ed i cambiamenti sono la nostra nuova normalità. Sono certo che sapremo fare ed essere impresa in modo nuovo, trovando proprio nelle trasformazioni le opportunità di business che ci servono per continuare a fare il nostro mestiere, duro ma esaltante, di costruttori.
E sullo sfondo, ma non meno determinante, un unico grande obiettivo, quello di affermare le ragioni di un settore, le costruzioni, fortemente mutato rispetto al passato e che noi imprenditori di ANCE vogliamo possa finalmente imporsi come un settore generatore di valore e bellezza per il territorio.

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