FUGGIANO: “ARCELORMITTAL: GLI ERRORI ​DEL GOVERNO E DELLA REGIONE”

Il piano industriale di ArcelorMittal e la richiesta di nuova cassa integrazione per migliaia di lavoratori non solo sono inaccettabili, ma costituiscono la classica goccia che fa traboccare il vaso. E’ quanto sostiene Salvatore Fuggiano, componente della direzione nazionale del Movimento IDEA-CAMBIAMO (movimenti presieduti da Gaetano Quagliariello e Giovanni Toti).​ L’ingiustificabile comportamento del gruppo aziendale determinerà l’ennesima grave sofferenza occupazionale nella provincia di Taranto, con inevitabili ripercussioni – prosegue Fuggiano – sull’economia del territorio. Peraltro senza migliorare la questione dell’inquinamento di origine industriale.​ Nel frattempo, però, i partiti che sostengono il Governo sono divisi su tutto e continuano a litigare, invece di assumere rapide decisioni per la tutela della salute, ma anche della produzione dell’acciaio a Taranto, trattandosi di un’industria fondamentale per l’economia locale e dell’Italia intera. Un Governo serio dovrebbe innanzitutto garantire il diritto alla salute dei cittadini e per questo non avrebbe mai dovuto delegare le attività e le opere di salvaguardia ambientale, ma effettuarle direttamente, con spesa a carico dell’azienda che beneficia della produzione. Invece, continua Fuggiano, assistiamo a disarmanti dichiarazioni del Presidente del Consiglio, che non sa che fare, fortemente contrastato da frange di oppositori interni, non favorendo così gli investimenti produttivi e inasprendo la già grave crisi dell’industria (ma anche di altri settori economici) esistente ancor prima dell’emergenza causata dal Covid 19.​ Così come è da stigmatizzare l’atteggiamento ondivago del Movimento 5 stelle che a Taranto aveva avuto copiosi consensi, ma che ​ poi è sparito dal territorio,​ perdendo pezzi per strada (nessun rappresentante in Consiglio comunale a Taranto, la deputata De Giorgi passata al gruppo misto e l’europarlamentare D’Amato sospesa dal movimento).​
Intanto il governatore Emiliano, nella sua spasmodica ricerca di consenso attraverso quotidiane apparizioni sulle tv nazionali, non parla più di Ilva, mentre fino a pochi mesi fa si dichiarava disponibile a sostenere un’eventuale chiusura dello stabilimento, ovvero una delle tante promesse non mantenute dai 5 stelle.
Per Fuggiano, Emiliano farebbe bene a dedicarsi meno alla propaganda, in questi ultimi mesi di presidenza, e a pensare di più ai bisogni reali della gente, dei lavoratori dell’ex ILVA e dei dipendenti delle imprese che operano nell’indotto e che vengono pagati con gravissimi ritardi. Fatti e non parole vane, caro Presidente: mentre la Puglia va a pezzi nell’industria, nella sanità, nell’agricoltura e nel terziario. Per fortuna, conclude Fuggiano, tra non molto, nella cabina elettorale, i pugliesi e soprattutto i tarantini, avranno l’opportunità di voltare definitivamente pagina e lasciarsi alle spalle i disastri della politica regionale di questi ultimi anni.

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