ARCELORMITTAL, ISPEZIONI A BREVE

(AGI) Taranto, 3 giug – “I commissari dell’amministrazione straordinaria Ilva oggi hanno preso atto delle nostre indicazioni e raccolto tutte le nostre perplessità. Ci hanno annunciato che in ArcelorMittal a Taranto le ispezioni partiranno a breve. Dureranno da otto a dieci giorni e i commissari saranno affiancati da tecnici esperti in squadra. Faranno le verifiche nello stabilimento in merito a quello da noi segnalato”. Lo dichiara ad AGI Biagio Prisciano, segretario Fim Cisl, dopo la call conference di oggi con i commissari Ilva, espressione della proprietà. “Le questioni che abbiamo sollevato – afferma Prisciano – riguardano l’assenza delle manutenzioni programmate, ordinarie e straordinarie e l’assenza di eventuali programmi circa gli impianti fermi a partire dall’acciaieria 1. Per questa acciaieria, dicemmo ad ArcelorMittal di non svuotare le caldaie perché se dovesse verificarsi un problema all’acciaieria 2, la 1 non può ripartire subito perché ha le caldaie vuote. Non abbiamo poi notizie sull’altoforno 2 e l’ad Lucia Morselli il 25 maggio disse che si poteva riaccendere già dalla sera stessa. E anche questo non è possibile”.“I lavori per le prescrizioni Aia – aggiunge Prisciano – non sono ancora ripartiti, eppoi la cassa integrazione, abbiamo detto che è spropositata. Abbiamo anche evidenziato il problema di una gru ad uno sporgente portuale, la CM3 bis, che presenta un problema di rumorosità nella traslazione del braccio. Lo Spesal ha già prescritto un anno fa delle misure, ArcelorMittal dice di aver esperito alcuni interventi, ma i problemi prospettati a ora rimangono. Senza trascurare – commenta il segretario Fim Cisl – che ad agosto 2020 scadono le certificazioni del tubifici. Che facciamo, aspettiamo che scadano e così non siamo pronti a ripartire?” “Ai commissari di Ilva – sottolinea Prisciano – abbiamo evidenziato come la presenza dei dipendenti diretti in fabbrica sia ben sotto i 3500 indicati dal prefetto di Taranto come numero necessario per la salvaguardia impianti. A ciò si aggiungano indotto, imprese appaltatrici che non riescono andare avanti, pagamenti non effettuati per i lavori svolti e ci risulta – prosegue Prisciano – che ci sono aziende esterne che ora stanno sospendendo le attività nel siderurgico”.

Infine, circa l’avvio delle bonifiche in fabbrica da parte dell’amminustrazione straordinaria, “abbiamo detto ai commissari che va bene la partenza, bene il numero iniziale, ma quel piano di bonifiche va aumentato, così come vanno aumentati i numeri dei cassintegrati Ilva da impiegare nelle bonifiche perché era stato assunto l’impegno di ricollocare in queste attività 2/300 unità”.

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