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BITETTI: “DECRETI ILVA, SIAMO AL LIMITE SOPPORTAZIONE”

BITETTI: “DECRETI ILVA, SIAMO AL LIMITE SOPPORTAZIONE”
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Il Presidente del Condiglio Comunale di Taranto Pietro Bitetti interviene sulla vicenda Ilva, esprimendo un parere deciso sul decimo decreto del Governo.

Il grado di sopportazione della comunità ionica è stato ulteriormente messo a dura prova dal decimo decreto Ilva. Giunti a questo punto, il senso di responsabilità dei rappresentanti istituzionali dovrebbe indurre tutti – e dunque ciascuno di noi – ad una seria riflessione. Risulta davvero incomprensibile, tanto per cominciare, la logica che sottende le decisioni del governo nazionale. Con quest’ultimo provvedimento, in particolare, si ha netta la sensazione di trovarsi di fronte ad un Esecutivo che pur di raggiungere il suo obiettivo è disposto a sacrificare qualsiasi valore. Ma questa è una logica inaccettabile.
Non è infatti possibile immaginare di dare mano libera ai nuovi eventuali acquirenti dell’acciaieria più grande d’Europa senza nel contempo dare ascolto alle sacrosante rivendicazioni dei tarantini che molto spesso si esprimono attraverso la meritoria iniziativa di associazioni e comitati. I rischi, legati al piano industriale di chi ha manifestato interesse per l’Ilva, sono noti: si parla di 5.000 esuberi, con un impatto devastante, ancora difficile da quantificare, sui livelli occupazionali dell’indotto Ilva. Ma più di tutto colpisce l’indifferenza rispetto all’emergenza sanitaria tarantina: tutte le ricerche a riguardo evidenziano una situazione a dir poco preoccupante. E la salute, si sa, non è un valore negoziabile. E allora se così stanno le cose, occorre reagire. Il Governo deve cambiare strategia.
Sinora abbiamo atteso invano l’attuazione di un programma che renda ecocompatibile l’apparato industriale tarantino. Un programma che, purtroppo, si distingue più per le continue proroghe che per i benefici effettivamente registrati. Come pure da tanti, troppi anni auspichiamo un cambio di passo che però non c’è mai stato. Risultato: possibili licenziamenti in vista, emergenza sanitaria sottovalutata e dunque non affrontata con risorse, mezzi e strumenti idonei, lavori di bonifica ancora da realizzare, una città disorientata e umiliata.
Il Governo deve farsi carico di questa situazione. Con i fatti, ovviamente, non con gli annunci. Esso deve stanziare risorse aggiuntive e rendere quanto prima spendibili quelle già previste per offrire a Taranto un’alternativa economica non solo possibile ma concreta e capace di produrre risultati nel più breve tempo possibile.
Il porto di Taranto deve diventare lo scalo di riferimento del Mezzogiorno d’Italia. Occorre facilitare, rimuovendo eventuali ostacoli di carattere normativo, il recupero e la riqualificazione del patrimonio immobiliare cittadino, con specifico riferimento alla città vecchia del capoluogo ionico. Senza interventi immediati, insomma, è a rischio la coesione sociale.
Al Governo come anche ai rappresentanti istituzionali – dai parlamentari ai consiglieri regionali – chiedo anche di fornire una prova di responsabilità capace di assicurare stabilità politica all’area ionica. Se si intendono perseguire gli obiettivi appena sopra richiamati, puntando cioè su portualità ma anche su cultura e turismo, come spesso viene sottolineato, è chiaro che le istituzioni, a tutti i livelli, dovranno fare interamente e bene la loro parte.
Il che significa, per stare sempre sul terreno della concretezza, rendere attrattivo il territorio ionico per gli investitori che dovessero decidere di scommettere su un’area certo problematica ma comunque ricca di potenzialità qual è quella tarantina. Il tempo dell’attesa è finito, ora dovrebbe iniziare quello del cambiamento vero, reale.
Quello che non ci possiamo più permettere è di navigare a vista, collezionando annunci che miseramente tali rimangono mentre un’intera comunità rischia di collassare sotto i duri colpi di una crisi economica e industriale senza precedenti.

Presidente del Consiglio comunale di Taranto e consigliere provinciale
Piero Bitetti”