Home Cronaca BRUNO VESPA A TARANTO COMMENTA INTERVISTA A RIINA JR

BRUNO VESPA A TARANTO COMMENTA INTERVISTA A RIINA JR

BRUNO VESPA A TARANTO COMMENTA INTERVISTA A RIINA JR
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Bruno Vespa, conduttore della nota trasmissione di Rai 1 ” Porta a Porta” è stato oggi a Taranto per partecipare nel Salone di Rappresentanza della Provincia al seminario: “Parole e Giustizia”.
Sala gremita di, magistrati, avvocati, giornalisti, ma anche semplici cittadini per un dibattito sull’uso dei termini specifici ed il linguaggio usato nella giustizia. All’evento, organizzato dall’associazione Nazionale Magistrati con la collaborazione di: Ordine dei Giornalisti della Puglia, Provincia di Taranto ed Università di Bari, hanno relazionato anche Gianrico Carofiglio (magistrato e scrittore), Giovanni Maria Flick (ex Ministro di Grazia
e Giustizia e giurista), Maurizio Carbone (Pubblico Ministero), Giusi
Fasano (giornalista). Quando è giunto il noto giornalista televisivo ha risposto alle domande sulla stretta attualità: “Una questione assolutamente banale”, ha detto Vespa commentando la sua intervista a Salvo Riina, figlio del boss della mafia Toto Riina, durante la puntata di “Porta a Porta” dello scorso 6 aprile. “Tutti firmano la liberatoria prima perché noi facciamo una diretta differità sostanzialmente. Nel caso di una intervista registrata – ha spiegato Vespa – io teoricamente potrei fare dei tagli, ma è andata in onda l’intervista integrale». Sono le dichiarazioni rilasciate all’ANSA da Bruno Vespa a
proposito della liberatoria che Riina jr ha firmato solo dopo avere visionato l’intervista andata in onda mercoledì scorso.
«Come gli avvocati hanno rivisto parola per parola – ha aggiunto
Vespa – le interviste al ‘Corriere della Serà e a ‘Oggì prima di dare
l’autorizzazione, lui che veniva per la prima volta in tv ha chiesto
di rivedere quello che aveva detto». Una persona «ha diritto – ha
proseguito – di sapere quello che ha detto. Non c’era nessuna
possibilità di intervento, non è mai stata in discussione. Lui si è
seduto, ha chiesto cosa gli chiedevo, io gli ho risposto che non anticipiamo mai le domande, ma che avremmo parlato del libro. Si è seduto, abbiamo parlato per 24 minuti. Quei 24 minuti sono andati in onda».
“Tutto questo baccano mi sorprende e mi addolora”, ha affermato
Bruno Vespa, «Tutti i capi mafia sono stati intervistati. Biagi ha intervistato Luciano
Liggio e Sindona. Joe Marrazzo ha intervistato Piromalli e Cutolo. Non
hanno risparmiato nessuno. Vespa intervista il figlio di Riina, non il
boss Riina, e succede tutto questo bordello. Lascio a voi il commento». ANSA
Il conduttore di Porta a Porta ha risposto anche a don Ciotti
precisando che «Libera era stata invitata prima dell’intervista a
Riina per mostrarci quello che loro hanno fatto con i beni sequestrati
alla mafia e hanno detto di no. Poi abbiamo annunciato l’intervista a
Salvo Riina e chiesto a don Ciotti di venire, ma ha detto di no. Sono
contento che abbiamo avuto in trasmissione un importante
rappresentante dell’associazione anti-pizzo». Sulla vicenda è intervenuto a Taranto anche il magistrato e scrittore Carofiglio: «Ho visto solamente qualche pezzo, ma ho registrato una cosa che
onestamente mi mette un pò a disagio e cioè che sia stata data una
platea di milioni di persone a un mafioso, perché questo signore è
stato condannato e ha scontato la sua pena a 8 anni di carcere per
mafia». ANSA

«È una questione – ha aggiunto Carofiglio – di grande discutibilità
perché offrire un simile palcoscenico a un certo tipo di soggetti con
domande molto spesso non spinte fino alla necessità di mettere
l’interlocutore in difficoltà, come dovrebbe fare un giornalista,
rischiano di far apparire addirittura celebrativo un certo tipo di
giornalismo».
Parlando poi del linguaggio del diritto, il magistrato e scrittore ha
osservato che «è necessario che chi esercita il potere parli non in
modo inutilmente oscuro» e che «i giornalisti non devono appiattirsi
su una lingua incomprensibile, ma far capire le ragioni delle
decisioni dei giudici, ad esempio. Mi riferisco – ha concluso – a
quelle esplicite e quelle, spesso più importanti, occulte». ANSA