CASI DI SCABBIA, LE PRECISAZIONI DELLA ASL DI TARANTO

La ASL di Taranto interviene con una nota stampa ufficiale sulla vicenda dei casi di scabbia che ha colpito due collaboratori dipendenti. La nota dell’azienda sanitaria locale ionica precisa quanto segue:
“E’ senz’altro utile descrivere con accuratezza e misura il fenomeno, ricreando un
clima di maggiore fiducia e rifuggendo da inutili e dannosi allarmismi.
Giorno 01/03/2018 dal Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero Centrale SS. Annunziata venivano
inviati alla Struttura Semplice di Dermatologia due dipendenti (1 OSS ed 1 infermiera) i quali si
sottoponevano a visita per sospetta diagnosi di
“ scabbia”: a loro veniva prescritta adeguata terapia, redatta denuncia obbligatoria per malattia
infettiva.
Venivano, altresì, prosegue la ASL ionica, gli altri eventuali dipendenti interessati che fossero risultati sintomatici per
questa parassitosi, benchè non risultasse allo stato nessun paziente ricoverato in reparto affetto
da tale parassitosi, a sottoporsi presso gli ambulatori di Dermatologia.
Allertatasi la Direzione Medica del Presidio Ospedaliero Centrale per il sopraggiungere di alcune
denunce di scabbia provenienti da altre strutture pubbliche e private (inizialmente 2/3), venivano
messe in campo una serie di interventi di disinfestazione dell’ambiente e materiale lettereccio del
reparto interessato (come da protocollo), ed invitato il personale a sottoporsi a visita
dermatologica con accesso diretto sia quelli sintomatici che quelli asintomatici.
Per cui tutti i pazienti del suddetto reparto venivano visitati, sia quelli che avevano eseguito
terapia antiscabbia, in quanto avevano ricevuto diagnosi di scabbia, sia quelli che avevano
eseguito il trattamento a scopo profilattico, in aggiunta i dipendenti asintomatici e non trattati
terapeuticamente per accertare l’avvenuta guarigione, ovvero di non essere affetti da parassitosi.
Tutti quelli sottoposti a visita dermatologica (clinica e strumentale per la ricerca dell’eventuale
parassita) venivano dichiarati al momento guariti o comunque privi di lesioni cutanee
patognomoniche per scabbia: ultima visita effettuata venerdi 3 c.m, sia per il trattamento
congruo, sia per la tempestività dell’intervento.
Si ricorda che il parassita in questione (Sarcoptes scabiei varietà hominis) ha un tempo di
incubazione che varia da 5- 6 giorni a 45 gg per cui dando per certo come risulta agli atti il primo
caso di contagio dell’1 Marzo e constatato che allo stato attuale non vi sono pazienti sintomatici in
itinere, si può concludere che il fenomeno nella sua interezza possa essere circoscritto.
Comunque, eventuali casi di pazienti tra il personale del reparto interessato eventualmente
risultanti sintomatici anche con sintomatologia frustra o dubbia, verranno osservati dalla Direzione
Medica e sottoposti a visita dermatologica. Il tutto è affrontato dai sanitari, e non solo, con
chiarezza e con crescente sensibilità al problema”

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