CINQUE SINDACI ANNUNCIANO “ECCO PERCHE’ NON CONSEGNEREMO LA FASCIA AL PREFETTO”


I sindaci di Sava, Avetrana, Monteiasi, Palagianello, Pulsano annunciano che non consegneranno la fascia al Prefetto di Taranto Demetrio Martino.
Questo il comunicato dei sindaci Maria Rosaria Borracci, Cosimo Ciura, Dario Iaia, Franco Lupoli ed Antonio Minò:
“Pur comprendendo e condividendo l’immensa delusione e il senso di impotenza dei nostri omologhi Sindaci, non abbiamo consegnato e non consegneremo le fasce non per uno spasmodico attaccamento ad esse, ma perché a tale gesto, nell’ottica della coerenza e della serietà istituzionale, dovrebbero seguire le dimissioni che, pur non spaventandoci, non risolverebbero assolutamente l’annosa questione ex Ilva, anzi probabilmente, quelle già flebile voci a rappresentanza del nostro territorio, sparirebbero del tutto. Crediamo sia giunto il tempo della chiarezza e né i cittadini dei Tamburi (solo per citare un rione) né i lavoratori dell’azienda e dell’indotto meritano questa lunga agonia che si trascina ormai da un decennio e che non ha portato alcun beneficio né in termini ambientali né in termini occupazionali.
Noi non consegneremo le fasce tricolori perché riteniamo che il problema andava e vada affrontato in maniera diversa: collegiale e condivisa.
Riteniamo che questo gesto eclatante, legittimo per carità, in questo caso non produca alcun effetto perché la decisione è presa e, soprattutto, contribuisce ad alimentare equivoci ed acuire le paure dei cittadini e dei lavoratori.
Noi tutti sappiamo che l’intesa tra Arcelor Mittal ed il Governo nazionale è cosa fatta e che da domani Invitalia entrerà nella governace dell’ex Ilva. Non serve creare confusione istituzionale ed alimentare i conflitti.
Ciò che oggi deve vederci seriamente impegnati, se vogliamo essere credibili, deve essere lo sforzo teso ad ottenere il cronoprogramma che si intende mettere in campo in merito agli investimenti in materia ambientale e di produttività. Le nostre domande devono attenere alla salvaguardia dell’occupazione, compresi i lavoratori in AS.
Quali sono gli intendimenti riguardo queste famiglie? Le risposte che noi dobbiamo pretendere come territorio da AM e da Invitalia devono riguardare questi temi: l’ambiente, lo sviluppo ed il lavoro.
E’ inoltre nostro dovere quello di essere chiari nei confronti dei cittadini che non vanno illusi né presi in giro: l’Ilva non è una ONLUS, è un’industria, una delle più grandi industrie di acciaio al mondo e per esistere deve essere presente e competitiva sul mercato. Quindi, prospettare la prossima chiusura dello stabilimento o dell’area a caldo, allo stato e con queste condizioni, non è in programma e noi abbiamo il dovere morale e politico di dire la verità.
Non dobbiamo agire creando tensione e paura nei lavoratori dipendenti diretti ed indiretti dell’ax Ilva e delle loro famiglie. I quali oggi non comprendono perché alcuni Sindaci avanzino proposte che comporterebbero oltre 4500 esuberi solo tra i dipendenti diretti.
Dobbiamo evitare di creare spaccature con le organizzazioni sindacali. I sindaci devono sempre dialogare con il territorio e rappresentare le esigenze di questo.
La battaglia che noi vogliamo condurre tutti insieme è basata su azioni concrete che possano contribuire ad affrontare e risolvere le grandi questioni ambientali, occupazionali e produttive che sono sul tappeto, chiarendo che il nostro territorio non può permettersi una fabbrica che continui ad inquinare così come migliaia di persone a casa alle quali la politica non fornisca un’ alternativa credibile.
Ciò che non comprendiamo e che, soprattutto, i cittadini non comprendono è la schizofrenia di parte della politica locale che accetta che settimanalmente esimi rappresentanti del governo nazionale e regionale ci illustrino, anche in maniera ripetitiva, loro iniziative intraprese al momento solo sulla carta e consentano a questi stessi personaggi di eclissarsi su un tema tanto importante quale è quello dell’ex Ilva.
Noi crediamo che tutti sapevano bene, sin da marzo, come le cose sarebbero andate a finire e cioè che il Governo sarebbe entrato nella siderurgia in maniera diretta, senza chiarirne le condizioni nè dal punto di vista ambientale né da quello occupazionale.
Di una cosa siamo certi però: qualsiasi insediamento produttivo se è avulso dal tessuto sociale in cui si colloca è destinato a fallire. Continuare a decidere su Taranto senza Taranto porterà tra pochi pochissimi anni alla morte economica e sociale della nostra provincia e se il governo continuerà a snobbarci, questa volta il killer avrà un nome.”

I Sindaci dei Comuni di :
Palagianello Maria Rosaria Borracci
Monteiasi Cosimo Ciura
Sava Dario Iaia
Pulsano Franco Lupoli
Avetrana Antonio Minò

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