Home Cronaca COMUNALI, MELUCCI: “IL RITARDO SU AGROMED È INCAPACITÀ LIBERARSI MONOCULTURA”

COMUNALI, MELUCCI: “IL RITARDO SU AGROMED È INCAPACITÀ LIBERARSI MONOCULTURA”

COMUNALI, MELUCCI: “IL RITARDO SU AGROMED È  INCAPACITÀ LIBERARSI MONOCULTURA”
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L’incidenza degli occupati nel settore agricolo in provincia di Taranto è pari all’11,7% (dati Camera di Commercio – ndr). Un valore che va capitalizzato rimuovendo al più presto anche gli ostacoli per le aree delle isole amministrative del Comune di Taranto previsti all’interno degli strumenti di programmazione e investimento inseriti nel Programma di Sviluppo Rurale della Puglia.

Una classificazione amministrativa che per il candidato sindaco del centrosinistra Rinaldo Melucci mortifica di fatto un potenziale di quasi 4600 ettari in cui è possibile incentivare non solo l’agricoltura ma anche il turismo rurale e costiero.

Taranto deve immaginarsi diversa e le aree rurali sono l’occasione per progettare il modello di sviluppo tarantino oltre il manifatturiero industriale – sottolinea Melucci – ecco perché sarà opportuno trovare una soluzione politico amministrativa per superare il vincolo imposto dal regolamento comunitario e attrarre investimenti nel settore dell’agricoltura tradizionale ma anche per quella no-food utile ad esempio per le aree più prossime alla città con problemi di contaminazione ambientale.

Un crono-programma dettagliato di azioni che il candidato sindaco Melucci propone come primo impegno da assolvere insieme alle associazioni di categoria che da tempo reclamano maggiore attenzione rispetto a questo segmento produttivo che rappresenta la seconda voce di export per la provincia di Taranto.

I fondi strutturali nazionali ed europei, quelli relativi alle regioni di convergenza e persino le occasioni connesse allo sviluppo dei progetti Distripark e Agromed non sono più obiettivi rinviabili, altrimenti saremo costretti a restare marginali nonostante la Puglia e Taranto continuino ad essere importanti aree per la produzione agricola di eccellenza – dice Melucci, che poi sul tema Agromed aggiunge – Non spendere i 10 milioni di euro deliberati dal CIPE nel 2000 per la società consortile che si doveva occupare della piattaforma logistica dei prodotti agroalimentari è l’incapacità di un territorio di liberarsi davvero dalla monocultura. E’ arrivato il momento di fare. Questo si chiama sviluppo. Questa è occupazion