CONFCOMMERCIO TARANTO: LA REGIONE SBLOCCHI IL MICROCREDITO REGIONALE PER LE PICCOLISSIME IMPRESE

Chi e cosa blocca l’avviso regionale del microcredito per le imprese? L’avviso, grazie al quale qualche migliaio di microimprese pugliesi potrebbe finalmente iniziare a vedere un po’ di luce in fondo al tunnel nel quale la pandemia Covid le ha gettate, già da un bel po’ di giorni – grazie al lavoro dei tecnici- sarebbe pronto per il lancio, ma qualcosa ne impedirebbe il via libera.

Negli ambienti regionali circolano varie ipotesi e ilazioni, certamente voci di corridoio da prendere con le pinze ed alle quali ConfcommercioTaranto – ricorda il presidente provinciale, Leonardo Giangrande- non intende dare ascolto, ma è certo comunque che la procedura per avviare la macchina è pronta e che si sta aspettando solo la firma finale per lo start.

Intanto, si registra l’intervento dei consiglieri regionali – Liviano, Pentasuglia, Amati, Blasi e Cera- che nella giornata odierna hanno lanciato un ultimatum ai vertici della Regione, ricordando che da giorni l’avviso regionale- importantissimo per le micro imprese del commercio, pubblici esercizi, parrucchieri, liberi professionisti ed altri settori – è ai box di partenza e che vi sarebbero ben 150 milioni di euro disponibili sin da subito. Una liquidità di enorme valore moltiplicativo per le piccole imprese che in questa fase critica hanno maggiore difficoltà ad accedere al credito bancario.
Giustamente i cinque Consiglieri, che chiedono che entro lunedì si sblocchi la situazione, ricordano che allo stato attuale le imprese pugliesi non hanno ancora ricevuto alcuna forma di sostegno e che la cassa integrazione, sebbene attivata, non è stata ancora erogata e che l’acceso al credito bancario( per i prestiti garantiti da 25 mila euro ) si sta rivelando non facile, ed accessibili solo per le imprese bancabili.

Che si attende allora che la disperazione dei piccoli imprenditori che fra due settimane dovrebbe riprendere l’attività, esploda dando seguito a pericolose tensioni sociali? Ci si chiede cosa accadrà con la programmazione degli interventi finanziari importanti (Titolo II Covid) se poi risulta così faraginoso avviare persino la piccola macchina del microcredito.

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