Home Cronaca CONFINDUSTRIA: RICONVERSIONE DEL II SPORGENTE PORTO DI TARANTO

CONFINDUSTRIA: RICONVERSIONE DEL II SPORGENTE PORTO DI TARANTO

CONFINDUSTRIA: RICONVERSIONE DEL II SPORGENTE PORTO DI TARANTO
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Riconvertire il II sporgente del Porto di Taranto per la realizzazione di un Hub agroalimentare: è questo il progetto strategico a cui guarda Confindustria Taranto per creare nuove prospettive e pensare al futuro in chiave propositiva. La ripartenza passa infatti attraverso i nuovi investimenti e nella revisione dell’attuale modello produttivo: è il momento per spingersi verso la riconversione produttiva di Taranto, partendo dalle peculiarità e dalle vocazioni del territorio. Il Porto di Taranto, infrastruttura strategica a livello nazionale, rappresenta il punto di snodo per una nuova industria produttiva legata alla logistica ed al traffico delle merci: oggi, ancor di più, con la rinnovata programmazione che San Cataldo Terminal del Gruppo Ylport prospetta nell’ambito dei traffici containerizzati.
La classe imprenditoriale dirigente ha una missione. Progettare il futuro riappropriandosi degli spazi produttivi, sino ad oggi a pressoché esclusivo appannaggio del centro siderurgico, per restituirli alla città ed all’iniziativa economica, ricorrendo a risorse interne per fare impresa, sostenibile e ambientalizzata.
L’hub sorgerebbe sul secondo sporgente del Porto di Taranto, delocalizzando le attività di movimentazione delle rinfuse solide svolte da AMI sul IV sporgente, quindi più lontano dalla città. Il collegamento, per la continuità produttiva, sarebbe comunque assicurato attraverso la realizzazione di nastri trasportatori in grado di consentire alla società l’utilizzo delle ulteriori infrastrutture portuali.
“È necessario che il territorio e le istituzioni facciano massa critica attorno a questo progetto- commenta il Presidente di Confindustria Taranto Antonio Marinaro – dal quale, come è evidente, potranno derivare nuove iniziative imprenditoriali e investimenti pubblici e privati partendo, ad esempio, dall’allungamento del IV sporgente, attraverso il quale si raggiungerebbe un miglior pescaggio”.
Dallo studio di fattibilità già realizzato emergono – oltre a quelli sopracitati – ulteriori punti di forza. L’Hub andrebbe a delineare, alle spalle del Molo San Cataldo, water front della città, una inedita prospettiva di Taranto, raffigurando una identità industriale rinnovata nel rispetto e nella sostenibilità ambientale. Il progetto è stato condiviso anche in sede di autorità portuale e, di recente, nel corso di un confronto fra Confindustria e Sindaco di Taranto mirato a far emergere le criticità ma anche le progettualità presenti nel periodo precedente alla cosiddetta fase due. Il progetto punta inoltre, considerata la sua localizzazione, a utilizzare tutti quegli strumenti di politica industriale propededeutici all’attrazione degli investimenti messi in campo dal governo e dalla regione con la ZES e la Zona franca doganale.
Il progetto rientra in una logica di rilancio economico ora più che mai urgente: fare sistema, unire le forze e gli intenti per tornare a parlare di progetti e di sviluppo.

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