Home Cronaca CONSIGLIO GENERALE CISL: “POCHI SOLDI PER LA LEGGE DI BILANCIO 2018”

CONSIGLIO GENERALE CISL: “POCHI SOLDI PER LA LEGGE DI BILANCIO 2018”

CONSIGLIO GENERALE CISL: “POCHI SOLDI PER LA LEGGE DI BILANCIO 2018”
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Si è tenuto oggi il consiglio generale della Cusl Taranto-Brindisi. Nel pomeriggio, Antonio Castellucci, Segretario Generale territoriale Cisl e Antonio Bosco, Presidente Adiconsum Cisl Taranto Brindisi, nel corso di una breve cerimonia, partecipata anche da Quadri e Delegati dell’Organizzazione, hanno consegnato una targa al Questore di Brindisi Dott. Maurizio Masciopinto, nel quadro della 1^Edizione del Premio Capitello. Hanno presenziato alla cerimonia e portato il loro saluto, Daniela Fumarola, Segretario generale Cisl Puglia e Angelo Colombini, Segretario confederale nazionale Cisl.

Antonio Castellucci – Segretario generale Cisl Taranto Brindisi

(…) Il Governo si appresta a varare “con pochi soldi” la Legge di bilancio 2018 con le dichiarate tre priorità “investimenti, internazionalizzazione, giovani” e con la presenza di discreti dati numerici sul Pil (+1,5% proiezione/anno) praticamente inaspettati solo fino ad un anno fa. Tali proiezioni generali, riferite all’occupazione, enfatizzate dallo stesso Governo, se analizzate opportunamente sono però attribuibili in prevalenza al numero complessivo di contratti di lavoro a tempo determinato, a fronte oltretutto di percentuali crescenti di disoccupazione giovanile e ultra cinquantenne. Sebbene in parte siano dati positivi, queste sono percentuali simili agli anni pre crisi; rimane il fatto che l’insieme di queste proiezioni, analizzandole attentamente, evidenziano le persistenti criticità del nostro Mezzogiorno e ne confermano la forte disuguaglianza con il Centro-Nord. Perciò il nostro è un Paese a due velocità, con dati che ripropongono, ancora una volta, lo schema della prevalente incapacità delle Istituzioni periferiche come Regioni, Province, Enti Locali, nel programmare e spendere “in toto” le risorse finanziarie a disposizione. In generale, questa stessa fase storica viene interpretata da qualcuno come l’uscita dalla crisi economica (perdurante dal 2008) ma a nostro avviso, essa è credibilmente caratterizzata, purtroppo, da una enorme precarietà del lavoro e dall’aumento delle tante diseguaglianze sociali.
(…) Il sistema delle imprese è oggi in particolare sofferenza, costretto com’è a misurarsi con la crisi che persiste, con l’alto tasso di disoccupazione soprattutto quella giovanile e delle donne, con i rischi diffusi di diseconomie determinate dalla scarsità se non dall’assenza di infrastrutture materiali e immateriali.
Ecco perché vorremmo anche, per questi processi, che le Istituzioni territoriali e la classe politica di entrambe le province, fossero più partecipative rispetto al recente passato, per una maggiore condivisione, per un confronto ed un dialogo sociale sempre più aperto, responsabile e costruttivo.
(…) Serve ancor più radicamento puntando ad una contrattazione sociale pragmatica, moderna e per dare corpo e senso al nostro comune impegno quotidiano di rappresentanza e di tutela, incontrando fisicamente le nostre prime linee, le nostre Rsu, i nostri delegati, insomma, le nostre persone che quotidianamente ci mettono la faccia. Impegno, questo, che può essere sostenuto solo da una Cisl sempre più confederale, coesa, trasparente, capace di analisi, di studio, di proposta, di comunicazione, di forte iniziativa politica, articolata nel territorio e centrale nell’azione di rappresentanza e di tutela di lavoratori, pensionati, cittadini, consumatori, giovani, donne, immigrati e disoccupati.
(…) Intendiamo rilanciare il welfare come strumento non solo redistributivo ma anche di inclusione sociale fondato sui servizi, in grado di dare garanzia sui livelli essenziali di assistenza (Lea), in tutto il territorio, implementando la diffusione della medicina sul territorio con particolare riguardo alla prevenzione e alla riabilitazione.
(…) Il territorio è centrale all’azione quotidiana della Cisl, è centrale all’azione della contrattazione aziendale, così come è centrale la formazione in modo da poter leggere non più solo esigenze e bisogni dei lavoratori e delle loro famiglie e quindi come rappresentare le loro esigenze, ma servirà anche a comprendere le esigenze delle aziende che qui insistono e generano insieme ai lavoratori lo sviluppo del territorio.
Daniela Fumarola – Segretario generale Cisl Puglia
Grazie alla Cisl è stato possibile riaprire i tavoli di confronto per i rinnovi dei contratti nazionali di lavoro. L’accordo con il Governo, sottoscritto il 30 novembre scorso, infatti, ha aperto la strada al ripristino della contrattazione nel Pubblico Impiego dopo circa dieci lunghi anni. A livello regionale noi non diciamo no a tutto a prescindere; si pensi alla Tap, rispetto alla quale ci affidiamo alla scienza e d’altro canto i processi più volte sbandierati dalla Regione, relativi alla de-carbonizzazione dei processi industriali, non avrebbero senso, in assenza di alternative energetiche. La Regione, in tutti i casi, continua a negarsi al confronto con i sindacati su tutte le partite vertenziali, altro che legge sulla regionale partecipazione che essa intende varare. Emblematica la questione del Piano di riordino ospedaliero, che nonostante lo specifico accordo sottoscritto con il sindacato a dicembre scorso, viene ignorato dal Presidente Emiliano e, così, si continuano a penalizzare con tagli di strutture e di servizi i territori di Taranto e di Brindisi.
Angelo Colombini – Segretario confederale Cisl nazionale
Considerare lo sviluppo del territorio come una filiera che sappia mettere insieme industria, turismo, agricoltura, servizi e sostenibilità ambientale. Investire sulla qualità del prodotto ridistribuendo la ricchezza anche in salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La nostra autonomia deve consentirci di parlare con tutti, anche se taluni preferirebbero ascoltare solo altri e non noi, come nel caso del Presidente della Regione Puglia.