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Un futuro prossimo? Sì, Taranto ce l’ha purchè abbia la capacità di mettersi in rete, di uscire dalla logica capoluogocentrica per aprirsi alla rete, molto effervescente, dei comuni della sua provincia. Non una monade, insomma, ma il punto dal quale irradiare le numerose, e a volte nascoste, potenzialità; non piu’ una one company town ma laboratorio sperimentale in grado di cucire insieme le tradizioni storiche, che rimandano a Sparta e alla Magna Grecia, e la recente industrializzazione, paesaggio naturale e paesaggio industriale.
Insomma, rafforzare il sistema delle competenze e delle dotazioni pubbliche ed istituzionali locali per aumentare la capacità di visione strategica, tecnica ed operativa degli attori pubblici locali; avvicinare le competenze ordinarie ed operative della Regione Puglia al governo dei fattori territoriali; rafforzare i processi di partecipazione attiva della comunità territoriale al confronto pubblico sul destino e sul futuro della Città e del suo comprensorio.
E’ questa la mission alla base di “Taranto, futuro prossimo – gli attrattori culturali per lo sviluppo e per l’occupazione”, il laboratorio partecipato che oggi (giovedì 26) ha messo insieme esperti di costruzione di piani strategici e operatori ionici oltre ai rappresentanti delle associazioni culturali e turistiche tarantine, tenutosi nella sede del dipartimento Studi giuridici dell’Università di Taranto e organizzato dal consigliere regionale Gianni Liviano, coordinatore del tavolo tecnico per la redazione della legge regionale speciale per Taranto, in collaborazione con Pugliapromozione e il dipartimento Turismo e Cultura della Regione Puglia.
“Vogliamo costruire – ha spiegato nel suo intervento introduttivo il consigliere Liviano – un piano strategico che consenta alla città di Taranto di emanciparsi dall’attuale situazione per ripensare le sue prospettive di sviluppo e restituire fiducia e speranza ad una comunità in forte sofferenza. Per questo abbiamo pensato ad un laboratorio che delinei, insieme ad esperti e attori del territorio, azioni prioritarie e di sistema, da porre subito in campo, utili a rafforzare: il mare, come fattore identitario; l’innovazione sociale e culturale; la valorizzazione integrata del patrimonio culturale, fisico e immateriale, di Taranto”.
Cosa mettere in atto? Le azioni propedeutiche a delineare il futuro prossimo della città dei due mari sono scaturite dai due gruppi di lavoro: quello del Futuro verticale che dovrà definire azioni specifiche prioritarie, connesse agli attrattori culturali di Taranto per lo sviluppo e per l’occupazione, di rapido avvio, sostenibili nel tempo e di facile realizzazione, nell’arco di due – tre anni al massimo. Tali da innescare cambiamenti percepibili dalla comunità e strategie operative di intervento. Al gruppo del Futuro Orizzontale, invece, toccherà definire azioni di sistema prioritarie, utili ad eliminare o a contenere gli effetti negativi delle pre-condizioni sfavorevoli che attualmente limitano lo sviluppo.
“Taranto – ha sottolineato Paolo Verri, commissario straordinario di Pugliapromozione e direttore di Matera 2017 – può e deve essere un laboratorio permanente sulla cultura”. Del resto, a parlare di una Taranto produttiva sono i dati che parlano della città dei due mari come “la seconda provincia pugliese per presenze turistiche, con la città vecchia che è appena all’inizio di un percorso attrattivo, di investimenti e di rivitalizzazione urbana. Stiamo parlando del 30 per cento in piu’ di presenze turistiche che hanno significato, rispetto all’anno scorso, un incremento di spesa passato da 20 a 26 milioni di euro al 31 ottobre”.
Le potenzialità ci sono tutte e per incrementarle “non c’è bisogno – ha spiegato Andrea Billi di Osce – di copiare lezioni da altri. Quello che dobbiamo capire – ha aggiunto – è come ci poniamo rispetto ad una idea di sviluppo. Occorre, a mio avvio, porsi in un sistema a rete compiendo un salto di comunicazione, anche a livello internazionale. Vanno aperte strade che i cittadini devono percorrere in maniera orgogliosa”.
Insomma, raccontare l’esistente soprattutto in virtu’ della polarizzazione del mondo. Ma piu’ che progetti servono programmi e un management all’altezza perchè, è stato fatto notare nel corso degli interventi iniziali, non si possono risolvere i problemi con finanziamenti pubblici, che non sono nè un fine nè un mezzo, se non c’è un programma di ampio respiro. In questo quadro è la cultura a giocare un ruolo fondamentale. Serve creare una cultura di impresa per attrarre quei capitali che fanno, appunto, della cultura il loro cavallo di battaglia. Se la cultura non crea profitto finisce per essere puro esercizio. “Noi – ha poi concluso il consigliere regionale Gianni Liviano – vogliamo uscire da questa logica ed essere costruttori di comunità, di bellezza e felicità, di relazioni. Dobbiamo ragionare di squadra ed è questo il dogma alla base della legge speciale regionale per Taranto che stiamo cercando di fare per diversificarne le prospettive economiche che si possono realizzare attraverso il potenziamento degli attrattori culturali e turistici come il castello Aragonese, il MarTa, il convegno della Magna Grecia, la rete degli ipogei, la realizzazione della sala per le riprese cinematografiche subacquee, il Festival del cinema che ha celebrato la sua prima edizione. Insomma, non siamo all’anno zero”.

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