CUSTODIVA UN ESCAVATORE RUBATO, DENUNCIATO PER RICETTAZIONE

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Conferenza stampa unitaria dei vertici sindacali di: CGIL, CISL e UIL, territoriali e regionali, nell’ex Sala Giunta della Provincia di Taranto. Presenti non solo i settori maggiormente coinvolti dall’impasse del siderurgico ma anche i delegati e delegate di tutti i comparti economici e produttivi del territorio (dai bancari ai braccianti agricoli, dai pensionati alla Pubblica Amministrazione, dai lavoratori della scuola e della ricerca fino a quelli del settore sanità e di quello delle pulizie). “Su Taranto, hanno detto in coro ai giornalisti, sulla vertenza ILVA e non solo vanno sgomberate le barricate, i veti e i tatticismi politici. Serve un fronte aperto e in questo scenario tutti sono coinvolti. Per questo chiediamo al Governo un tavolo di confronto al Ministero dello Sviluppo Economico, in cui si metta nero su bianco l’ipotesi di “transizione”, un patto per Taranto: progetti veri, garanzie occupazionali, tempi di realizzazione. Un confronto che veda la partecipazione delle istituzioni locali, Regione compresa, affinché sia fatta chiarezza e non ci sia più alcun alibi.”

Nessuno è escluso dalle scelte che oggi si stanno compiendo sul nostro territorio perché il sistema economico tarantino è in equilibrio precario su più fronti e nella diatriba costante tra Governo nazionale e regionale si mette in gioco il futuro di migliaia di lavoratori della provincia di Taranto potenziali vittime di un effetto domino a catena.

Nel corso della conferenza stampa CGIL, CISL e UIL oltre a formalizzare la richiesta di vertice con il Governo hanno presentato il documento “Taranto oltre la transizione…”. Nel testo redatto dai confederali oltre all’ILVA anche le bonifiche, il porto, l’Arsenale, il MArTa, l’aeroporto di Grottaglie ma anche le rivendicazioni sul piano sanitario.

I sindacati tarantini formalizzano dunque la necessità di essere protagonisti del futuro che riguarda il territorio, rimarcando la necessità che nei tavoli istituzionali vengano coinvolte le parti sociali.

Il tema centrale è lo sviluppo del territorio, ILVA compresa, la sua non scontata sopravvivenza insieme ai 13mila lavoratori diretti e gli oltre 5mila dell’indotto e con le possibili ricadute economiche e sociali che si potrebbero determinare.

Vorremmo affrontare nel merito ogni discussione che riguarda il territorio, conoscere dettagliatamente i progetti e le pianificazioni che riguardano questa provincia nella consapevolezza di dover e poter affrontare una sfida che parla all’intero sistema Paese, come per esempio per una industria innovata per Taranto…che sappia coniugare nel contempo anche le ragioni della salute degli operai e dei cittadini, la salvaguardia dell’ambiente e le ragioni del lavoro.

Sulla base di tali valutazioni – scrivono nel documento che sarà inviato al Governo nazionale e a quello regionale – Vogliono avviare un immediato confronto di merito al fine di individuare le possibili soluzioni in tempi congrui con la delicatezza e la complessità delle situazioni rappresentate.

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