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DEPURATORE MANDURIA, FUGGIANO ESORTA EMILIANO

DEPURATORE MANDURIA, FUGGIANO ESORTA EMILIANO
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L’avv. Salvatore Fuggiano, presidente provinciale di Taranto del Movimento Idea, che il primo di agosto scorso ha preso parte alla manifestazione di protesta popolare, che ha avuto luogo a Torre Colimena, contro le previsioni di scarico a mare delle acque reflue del depuratore consortile Manduria-Sava, stigmatizza l’atteggiamento del Presidente della Regione Puglia Emiliano, a tal proposito Fuggiano scrive: “Per non ammettere le proprie e le altrui scelte sbagliate e per non aderire alla richiesta del sindaco di Avetrana di istituire in Regione un tavolo tecnico politico per la risoluzione condivisa del problema, ha già dichiarato in via informale che “diecimila persone alle volte possono sbagliare, il mio compito è evitare che sbaglino, non assecondarle “.
Secondo Fuggiano, tra coloro che hanno convintamente protestato ci sono anche professionisti qualificati e capaci di criticare e dimostrare che si può fare meglio di quanto finora sia stato fatto.
“Egli sa, prosegue Salvatore Fuggiano, che negli uffici della Regione la stessa ing. Barbara Valenzano, Direttore del Dipartimento di Ecologia e Ambiente della Regione Puglia, alla presenza dei politici di Manduria e di Avetrana e dei rappresentanti di due associazioni (una di Manduria e una di Avetrana) dichiarò che l’ipotesi presentata dal Comune di Avetrana, a firma del geologo dott. Giuseppe Masillo, era meglio del progetto con i buffer presentato da AQP.”
“Emiliano, conclude Fuggiano, non avrebbe tenuto conto delle ripetute segnalazioni circa i vizi procedurali e le violazioni normative (D.Lgs. 152/2006 – Regolamento regionale n. 13/2017), in qualche modo rilevate anche dal Servizio idrico integrato della stessa Regione e che potrebbero sfociare perfino nel coinvolgimento giudiziario di eventuali rei.” Fuggiano ricorda l’impegno assunto dal governatore, con la maglietta bianca e la scritta <. Ora, scrive ancora il presidente del Movimento Idea, “non basta la lettera con cui esorta i dirigenti a cui è indirizzata, a chiedere una deroga, si deve considerare, aggiunge Fuggiano, il rischio del pericolo di vita per le persone in caso di piogge alluvionali”.