(VIDEO) EDITORIALE: TROPPO PRESTO PER “MOLLARE”, AVANTI TUTTA

Il “grano Aureo” tarantino è sotto contratto con il Gruppo Barilla: è la “good news” nella cosiddetta “guerra del grano” che in questi giorni vede i produttori sulle barricate per difendere il prezzo del frumento “Made in Italy”.

Grazie al Consorzio Global Fresh Fruit, infatti, da due anni alcuni produttori cerealicoli locali hanno stipulato un “Contratto di filiera” in base al quale il Gruppo Barilla, uno dei più importanti produttori di pasta del mondo, acquista tutto il loro raccolto di frumento a un prezzo minimo garantito.

A settembre, prima ancora della semina, viene sottoscritto un vero e proprio contratto con cui da un lato le aziende agricole si impegnano a coltivare sui loro fondi frumento rispettando precisi standard qualitativi, tali da garantire al buyer un prodotto “top quality”, da un altro il Gruppo Barilla si impegna ad acquistare tutto il loro raccolto ad un “prezzo minimo garantito” prestabilito; in seguito questo prezzo potrà solo aumentare in base a un calcolo basato sulla media, in un determinato periodo, del prezzo del grano duro al listino della Borsa merci di Foggia.

Grazie a questo “Contratto di filiera”, il primo realizzato nel settore cerealicolo nel Meridione, il produttore avrà garantito un prezzo remunerativo rispetto al lavoro che andrà a realizzare, mentre il Gruppo Barilla disporrà di una certa quantità di “Grano Aureo” che potrà usare nella produzione di “Pasta Voiello”, il suo “premium quality brand” che prevede l’impiego solo di questa varietà di grano coltivato esclusivamente in Italia.

Ovviamente l’unica variabile è la quantità di frumento raccolto che dipenderà dalle capacità dell’agricoltore e dalle condizioni climatiche; il Consorzio Global Fresh Fruit fornisce anche una consulenza tecnica per “accompagnare” il produttore durante tutte le fasi della coltivazione, certificando così la qualità del prodotto al Gruppo Barilla, fattore che rappresenta una importante garanzia per il consumatore sulla tracciabilità e qualità del prodotto.

Il Consorzio Fresh Fruit, con sede a Massafra in via Chiatona, è stato costituito due anni addietro da sei “soci fondatori” ai quali, con contratti di produzione annuale, si sono via via aggregate altre aziende agricole: il primo anno sono state 18, quest’anno 56, mentre per la prossima produzione si prevedono circa 150 produttori. Le aziende agricole sono ubicate in una zona dell’arco jonico che va da Laterza a San Giorgio Jonico.

Un po’ di numeri: l’anno scorso i produttori del Consorzio Global Fresh Fruit hanno raccolto 2.000 quintali di frumento per un valore di 90.000 euro, mentre quest’anno hanno raccolto, sui 150 ettari messi a coltivazione di qualità, circa 6.000 quintali per un valore di 180.000 euro; per l’anno prossimo è già stata assicurata al Gruppo Barilla la coltivazione di 250 ettari che dovrebbero produrre 10/11.000 quintali di frumento.

I risultati dei primi due anni di attività del Consorzio Global Fresh Fruit saranno presentati nel convegno “Contratti di Filiera”: la salvaguardia del reddito dei produttori nel rispetto della sicurezza per il consumatore”, che si terrà alle ore 19.00 di giovedì prossimo, 4 agosto, presso il Centro di Stoccaggio Grano G.F.F., al Km. 640 della Strada S.S. Appia, nel tratto tra Taranto e Massafra prospicente lo stabilimento Sural.

Dopo i saluti della Dottoressa Grazia Bramante, responsabile Servizio Assistenza Tecnica filiera grano Consorzio G.F.F., interverranno il Dottor Giuliano Palomba, Commissario Capo del Comando Regionale Corpo Forestale dello Stato di Bari, su “Tracciabilità del prodotto come garanzia del consumatore”, il Dottor Paolo La Cava, Acquisitore grano per il Sud Italia Gruppo Barilla, su “Volatilità del mercato internazionale e le strategie del Gruppo Barilla”. Concluderà i lavori Francesco De Filippis, presidente Consorzio G.F.F., intervenendo su “Consorzio G.F.F.: un nuovo modo di interpretare i mercati”.

Annunciando l’iniziativa il presidente del Consorzio Global Fresh Fruit, Francesco De Filippis, ha spiegato che «è nostra intenzione sviluppare la consulenza anche nel marketing e nella pianificazione aziendale: se uno dei nostri produttori associati, dopo aver coltivato frumento per uno o più anni, deve infatti operare una rotazione agronomica, noi intendiamo offrirgli già un nuovo “contratto di filiera” che gli garantirà, anche per la nuova produzione, la vendita del prossimo raccolto a un prezzo minimo garantito».

In tal senso sono già in corso contatti per poter stipulare nuovi contratti di filiera per la coltivazione dei legumi, mentre sono in corso azioni di scouting per verificare la possibilità di realizzarli anche per agrumi, melograno, mandorle e piccoli frutti come ribes e more, la cui coltivazione è peraltro incentivata dal nuovo PSR che, inoltre, premia proprio le produzioni realizzate in forma associata.

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