FERMENTO AI SERVIZI SOCIALI PER L’ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ DEL FIT (FAMILY INNOVATION TRAINING)

Dopo la costituzione dell’ATS tra Comune, associazione “Troisi Project Riunione” e il “Focolare” per il progetto FIT (Family Innovation Training), ieri si è tenuto un nuovo incontro per discutere del cronoprogramma delle attività da svolgersi. Il progetto messo in campo dall’amministrazione Melucci, arrivato tra i primissimi in graduatoria, è stato finanziato per la somma di 250mila euro dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Politiche della Famiglia.

«Si tratta di un progetto innovativo – ha evidenziato l’assessore Gabriella Ficocelli – con il quale il primo obiettivo, concordato ampiamente con il sindaco Rinaldo Melucci, è quello di attivare un programma, un software informatico multilivello in rete con gli enti con cui collaboriamo frequentemente (Tribunale per i Minorenni, Procura Minorile, Asl e Ussm), con l’intento di condividere i progetti personalizzati soprattutto dei minori e delle persone più fragili. Se riuscissimo a raggiungere questo risultato sarebbe un vero e proprio traguardo istituzionale e soprattutto renderebbe il lavoro dei Servizi Sociali più celere, efficace ed efficiente».

Destinatari del progetto sono famiglie fragili, genitori isolati socialmente, privi di risorse familiari e parentali alle quali fare riferimento, in difficoltà economica con tutte le conseguenze a livello psicologico, non accolti dal contesto, stranieri, o comunque soggetti per i quali si possono generare situazioni critiche (per esempio percosse, segnalazioni dalla scuola, fuga da casa), genitori affaticati da contesti di vita e lavoro non amichevoli, schiacciati da una conciliazione impossibile (l’ambiente sociale, le condizioni abitative non favorevoli, le periferie deprivate di opportunità e di servizi, ecc.), privati di opportunità, di stimoli e che fanno molta fatica a conciliare tempi di vita e di cura.

Il progetto intende rifarsi all’esperienza tedesca, già sperimentata nel Trentino, costituendo un vero e proprio distretto che possa occuparsi delle esigenze di quelle famiglie che vivono in condizioni di fragilità.

L’intervento prevede il coinvolgimento di istituzioni e associazioni di volontariato a tutela della famiglia, e ha in animo di operare su tre direttrici: famiglie, innovazione digitale, formazione.

«Mercoledì prossimo ci siamo dati appuntamento con i partner – ha concluso Ficocelli – per programmare l’avvio alle azioni, intanto abbiamo una settimana di “compiti per casa” che ci vedranno tutti impegnati nella prima stesura degli atti propedeutici al lavoro futuro».

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