“GRAVISSIMA LA SCELTA DI ARCELOR MITTAL DI IMPEDIRE L’INGRESSO DEI COMMISSARI NELLO STABILIMENTO SIDERURGICO DI TARANTO”

È gravissima la scelta compiuta ieri da Arcelor Mittal di non consentire l’accesso allo stabilimento di Taranto ai commissari governativi di Ilva in Amministrazione Straordinaria, al fine di compiere una ispezione resasi necessaria per accertare la veridicità delle segnalazioni fatte dai sindacati sull’esistenza di presunti rischi per la sicurezza dei lavoratori, dovuti allo stop di alcuni impianti e a mancati interventi di manutenzione.
Si tratta dell’ennesima, eclatante, provocazione fatta da questa multinazionale dell’acciaio ai danni non tanto (o non solo) dei commissari nominati dal Governo, lasciati ad attendere fuori ai cancelli la decisione dei vertici aziendali e poi costretti a tornarsene indietro, quanto piuttosto di un intero territorio che continua a pagare le conseguenze nefaste di una gestione dello stabilimento siderurgico che si dimostra, ogni giorno, sempre più inadeguata.
Siamo estremamente preoccupati per la piega che sta prendendo questa situazione, anche in ragione del fatto che questi atteggiamenti irriguardosi nei confronti delle istituzioni del nostro Paese, delle leggi vigenti, dei lavoratori e di tutti i cittadini tarantini, non fanno altro che esasperare gli animi e rendere il clima nel capoluogo jonico, già complesso, sempre più delicato.
A tutto questo non si possono non aggiungere i ritardi ormai insostenibili che Arcelor Mittal sta continuando ad accumulare nel pagamento dei fornitori, mettendo così gravemente a rischio la sussistenza stessa di molte piccole e medie imprese del territorio che lavorano nel cosiddetto “indotto” dell’ex Ilva.
Dinnanzi a questo scenario, torniamo ad auspicare un intervento deciso e diretto del Governo Italiano in questa vicenda, se necessario sinanche con la nazionalizzazione dell’azienda al fine di salvaguardare una produzione ritenuta strategica per il sistema Paese che necessita, però, di ingenti e non più rinviabili investimenti per l’ambientalizzazione del sito siderurgico tarantino che solo lo Stato può garantire, tutelando al contempo i livelli occupazionali.
Ogni altra soluzione rischierebbe solo di protrarre per un tempo indefinito una situazione ormai non più tollerabile che sta mettendo seriamente a rischio la tenuta economica e sociale di tutto il territorio jonico.

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